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Villa San Giovanni ricorda il giudice Rosario Livatino: al "Nostro-Repaci" una giornata dedicata alla legalità

Autore Redazione Web | lun, 21 set 2026 15:20 | Rosario-Livatino Anniversario Commemorazione Mafia Legalità

L'evento è stato voluto dall’Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale

“Il suo esempio continua a indicarci la strada”. È questo il messaggio risuonato all’Istituto d’Istruzione Superiore "Nostro-Repaci" di Villa San Giovanni, dove si è tenuta una cerimonia per ricordare il giudice Rosario Livatino, assassinato dalla mafia nel 1990, nel 36esimo anniversario della sua morte. L’incontro, voluto dall’Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio, ha riunito studenti, autorità e il Procuratore della Repubblica di Palmi, Emanuele Crescenti, con l’obiettivo di educare le nuove generazioni ai valori civili e alla memoria attiva.

“L'Unione Nazionale Mutilati e Invalidi per Servizio custodisce da decenni il valore del servizio reso allo Stato - ha spiegato Silvana Paratore, Commissario UNMS Sezione Provinciale di Reggio Calabria - Per noi ricordare significa educare. Non è casuale la scelta della scuola: se la memoria rimane celebrazione rischiamo di farla rimanere nel passato, ma se l'affidiamo ai giovani diventa impegno di vita quotidiana”.

Il Procuratore Crescenti ha condiviso il suo ricordo personale, legato al suo ingresso in magistratura avvenuto poco prima dell'omicidio di Livatino: “Fu il primo di quel periodo di stragi e di morti. Ci identificammo noi giudici ragazzini e abbiamo voluto continuare quell'opera di risanamento della Sicilia. Per loro è storia, quindi bisogna rappresentargli l'attualità del messaggio che è stato lanciato e riportarglielo ai giorni nostri”.

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Villa San Giovanni. “Non poteva essere diversamente per la nostra amministrazione - ha dichiarato Caterina Trecroci, Presidente del Consiglio Comunale - La città nel fare memoria non fa un esercizio retorico, ma risponde alla volontà di opporsi con forza alla criminalità organizzata educando i più giovani. Livatino, sin dalla giovinezza, si è posto come un faro, un giovanissimo giudice che nella sua normalità ha mostrato serietà e perseveranza nel senso del dovere”.

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