Di seguito la nota diffusa da Andrea Misiano, Presidente I Due Mari Comitato Provinciale Arcigay di Reggio Calabria
Di seguito la nota diffusa da Andrea Misiano, Presidente I Due Mari Comitato Provinciale Arcigay di Reggio Calabria, con cui informa del prossimo sit-in che l’Arcigay organizzerà a Reggio Calabria, per il prossimo 19 Luglio, alle 19, davanti alla sede della Prefettura, presso Piazza Italia
Il giorno 19 luglio la Camera dei Deputati dovrà esprimersi, con un voto, sulla proposta di Legge contro l’omofobia e la transfobia, ma, prima ancora, sulle pregiudiziali di costituzionalità al testo stesso, la cui approvazione rischia di bloccare l’iter di votazione della Legge.
Le pregiudiziali di costituzionalità presentate alla Camera dai gruppi parlamentari del PDL, della Lega e dell’UDC contro la legge anti omofobia e transfobia costituiscono un vergognoso atto di discriminazione e di integralismo con le quali il Parlamento italiano si sottrae al suo dovere primario: porsi al servizio delle cittadine e dei cittadini, soprattutto,come in questo caso, di quelli per i quali la Costituzione impone, all’articolo 3, la rimozione degli ostacoli al conseguimento di una piena ed autentica eguaglianza e libertà.
In esse si afferma che l’introduzione di un’aggravante è inutile perché già ricompresa nel codice penale (motivi abietti e futili) e che addirittura tale proposta di legge introdurrebbe una violazione del principio di uguaglianza, con un’aggravante solo per omosessuali/transessuali, e una violazione del principio di tassatività.
Tutto FALSO. L’aggravante dei motivi abietti e futili è cosa ben distinta e diversa da quella oggi in discussione e non risulta che sia mai stata applicata nei casi di reati commessi per motivi di omofobia o transfobia. Una specifica e distinta previsione normativa, invece, rappresenta la chiara espressione della volontà, da parte del legislatore, di biasimare e condannare questi comportamenti criminosi. Il Parlamento si assuma la responsabilità di dire espressamente se intende condannare le persecuzioni nei confronti delle persone omosessuali e transessuali.
Se poi consideriamo che le pregiudiziali in questione si ostinano a definire l’orientamento sessuale come una “scelta” e non come una condizione innata dell’individuo, collocandolo nella sfera esclusivamente privata e sessuale, e di fatto cancellando l’identità, gli affetti, la vita di coppia, la stabilità, la dignità pubblica delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, allora appare chiaro che ci troviamo di fronte ad affermazioni di inaccettabile ed oltraggiosa rimozione e falsificazione della realtà e della vera natura delle persone lgbt.
Esse sono state formulate in spregio alle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che il 17 maggio scorso, in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, aveva auspicato l’approvazione di una legge contro la violenza verso omosessuali e transessuali. Queste pregiudiziali di costituzionalità, inoltre, costituiscono una violazione dei trattati internazionali e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, poiché ci pongono in netta contrapposizione rispetto alle direttive del Parlamento europeo, alle raccomandazioni e alle decisioni assunte da molti organismi comunitari che sollecitano l’adozione di specifiche norme di tutela, oltre che in clamoroso contrasto con la recente risoluzione ONU in materia di diritti delle persone lgbt e con il rapporto del Consiglio d’Europa.
Con queste pregiudiziali il Parlamento italiano rischia di commettere un’ulteriore violenza contro le molte persone omosessuali e transessuali vittime di numerosissimi casi di bullismo, aggressione, violenza e discriminazione.
Pensiamo dunque che questa sia una battaglia che riguarda indistintamente tutti e tutte, dalle Associazioni laiche a quelle cattoliche, dai movimenti per i diritti civili a quelli per i diritti sociali ed è per questo che Arcigay rivolge un appello a tutte le persone e le Associazioni che credono nella Democrazia, nella Giustizia, nella Dignità e nell’Eguaglianza perché siano presenti alla maratona oratoria per la Legge contro l’omofobia e la transfobia, dalle ore 15,00 del giorno 19 luglio , di fronte al Parlamento della Repubblica per aiutarci a dire NO ad una gravissima ingiustizia.
In molte città italiane nel pomeriggio di martedì 19 si terranno dei presidi di cittadini e cittadine, associazioni e partiti, che aspetteranno in piazza il voto parlamentare: a Reggio Calabria l’appuntamento proposto da Arcigay I Due Mari è alle 19,00 di martedì 19 in piazza Italia davanti la Prefettura, per discutere di omofobia e dell’importanza che questa legge venga apprvata. Arrivano numerose alla nostra associazione le segnalazioni di episodi di omofobia a Reggio e in particolare in tutta la Provincia. Uomini e donne di tutte le età sono vittime di insulti, offese, attacchi verbali e anche fisici solo per il proprio orientamento sessuale, da estranei, amici e all’interno delle stesse famiglie. La maggior parte delle vittime non arriva ad una denuncia, per le implicazioni personali e sociali che questa comporterebbe, al punto di arrivare ad essere vittime due volte: della violenza stessa e del generale clima omofobo che si respira in Italia, in primis nel Parlamento. L’approvazione di questa legge vorrebbe dire più o meno questo: “Gay, lesbiche, bisessuali, transgender: lo Stato capisce la vostra difficoltà, le quotidiane offese e i continui attacchi ai quali siete sottoposti. Per questo, in difesa di tutti i cittadini, riconosce che i crimini di cui siete vittima sono particolarmente odiosi, perché non sono semplicemente una violenza personale, ma un attacco indistinto ad una generalizzata categoria di persone, che ha in comune semplicemente l’orientamento sessuale. Lo Stato vi tutela e riconosce come aggravante il fatto che questi attacchi abbiano una valenza politica/sociale, destabilizzante per un paese libero e democratico”. Come si può sostenere che una tale legge sarebbe “pericolosa” perché riconoscerebbe il popolo LGBT come portatore di una valenza particolare da salvaguardare? E’ una perversione giuridica che fortunatamente non si applica quando il reato è dettato dalla discriminazione di una fede religiosa o dell’origine etnica. Perché riconoscere la gravità dei reati che offendono indistintamente una persona per il proprio orientamento sessuale dovrebbe essere un vantaggio per le vittime?
Una legge del genere, che vedrebbe lo Stato riconoscere la pericolosità di questo tipo di reati, sarebbe utile anche a tutte le persone che finora hanno deciso di non sporgere mai denuncia, perché finalmente sentirebbero che la legge è dalla loro parte e li tutela. Qualche giorno fa un ragazzo di 32 anni di Catanzaro, Filippo C., ci ha segnalato di essere vittima continuamente di scherno e offese per il proprio orientamento sessuale, mentre degli sconosciuti hanno scritto accanto al citofono del suo palazzo con un pennarello “Al II piano abita il gay Filippo”. Non si tratta certamente di un episodio che mette a rischio la vita di Filippo, ma è uno dei pochi che ci è concesso raccontare, perché Filippo ha 32 anni, vive una vita tranquilla ed ha dichiarato agli amici e alla famiglia il proprio orientamento sessuale. Ma è lo stesso ragazzo che comunicandoci l’accaduto ci pone una domanda: “quanto un episodio del genere potrebbe essere “devastante” per un ragazzino adolescente che ha paura a parlare della propria sessualità alla famiglia?”. E a maggior ragione: quanto può essere devastante un aggressione fisica o verbale dettata “solo” dal diverso orientamento sessuale? Lo Stato deve fare la propria parte per l’evoluzione della società in cui viviamo, e dichiararsi contrario al clima di omofobia che si respira, senza continuare ad essere indifferente.
Per questo rinnoviamo l’appello a tutti i cittadini liberi e democratici a partecipare martedì 19 luglio dalle 19,00 al sit-in di protesta che si terrà davanti la Prefettura di Reggio Calabria in Piazza Italia:
Aiutiamoci tutti e tutte a cambiare l’Italia per farne un Paese europeo.
Andrea Misiano, Presidente I Due Mari Comitato Provinciale Arcigay di Reggio Calabria
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