“Lotta alla mafia significa,lavoro,scuola,cultura e sostegno ai territori più fragili”
Come è sua abitudine, ha parlato senza mezzi termini e frasi sibilline, arrivando dritto al nocciolo del problema. Un accorato intervento, carico di significati, quello del Presidente nazionale di “Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, don Luigi Ciotti, che questa mattina ha chiuso, nell’Aula Magna dell’UniCal, il corso “A scuola di antimafia – Il riutilizzo sociale dei beni confiscati”.
<<Ho speso una vita a costruire “un noi”- ha detto Don Luigi Ciotti ripercorrendo la storia del suo impegno sociale con il Gruppo Abele -, ed oggi sono qui per testimoniare l’impegno e la passione di tante persone che mi hanno accompagnato in questo lungo percorso>>. Il religioso, quindi, rivolgendosi agli studenti che l’ascoltavano, ha lanciato un forte messaggio. <<Ho il desiderio di trasmettervi l’esigenza di muoversi nel tempo e non contro il tempo. Viviamo spesso inconsapevolmente una dittatura del presente. Ma il presente è vivo solo in rapporto ad un progetto di democrazia che deve essere costruito passo dopo passo. Non può esserci democrazia senza due doni: giustizia e dignità umana. Ma la democrazia non starà mai in piedi se non c’è una terza gamba che è rappresentata dalla responsabilità>>. Per Don Luigi Ciotti serve una stagione d’impegno concreto per produrre un cambiamento reale. Uno scatto sociale che non può prescindere dall’affermazione del valore della cultura che - ha detto – <<offre strumenti di conoscenza che servono per essere liberi>>.
Il fondatore del Gruppo Abele ha poi lanciato una forte accusa a quanti fanno professione di legalità pur comportandosi in maniera opposta. <<La legalità è una bandiera che viene spesso agitata anche da chi la calpesta ogni giorno – ha detto -. E’ necessario abbattere quella “zona grigia" che è una zona di legalità malleabile: un luogo interiore più che un luogo fisico. La vera forza della mafia sta fuori dalla mafia e spesso ha il volto di un incensurato. In questo senso le responsabilità della politica sono enormi. Serve determinazione e coerenza. Lotta alla mafia significa, lavoro, scuola, cultura e sostegno ai territori più fragili. Non si ottengono grandi risultati se cresce lo stato penale e diminuisce quello sociale. La speranza, in alcune parti d’Italia, si chiama giustizia sociale ed ha il volto delle opportunità e dei progetti concreti>>. Infine un appello a rafforzare uno strumento che sta ben funzionando nel contrasto alla criminalità organizzata. <<La confisca è una realtà positiva, ma c’è un 55 per cento dei beni confiscati che non può essere destinato a causa delle ipoteche bancarie che gravano su di essi. Questo è inaccettabile e la politica anche nei confronti delle banche deve essere molto chiara>>. Don Luigi Ciotti ha anche annunciato che lo storico «Cafè De Paris» di Roma, confiscato alla ‘ndrangheta, ospiterà tutti i prodotti dell’associazione antimafia «Libera». «Immaginate che bello: proprio in quel bar storico, finito nelle mani della ‘ndrangheta, – ha detto – arriveranno l’olio, il vino e la pasta che sono il segno del riscatto».
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