Reggio Calabria - Correva l’aprile del 2008 quando al sesto piano del Cedir, dove hanno sede gli uffici della Procura della Repubblica di Reggio, faceva il suo ingresso il magistrato palermitano che avrebbe guidato la Procura della città calabrese dello Stretto per un periodo che indubitabilmente ha contraddistinto la storia della Città per il contrasto alla ndrangheta e lo svelamento di zone grigie: Giuseppe Pignatone.
Arresti anche eccellenti e sequestri di beni milionari portano la sua firma, operazioni che hanno attraversato anche l’Italia segnando nella magistratura come nell’opinione pubblica la consapevolezza di una mafia calabrese trasversale e senza frontiere. ‘’Infinito’’ e “Crimine” il maxi filone che ha visto lavorare Pignatone al fianco del procuratore Aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, per smascherare un malaffare che in Lombardia ha proliferato per anni insospettabile.
Come non citare poi i processi contro le ndrine che governano il territorio reggino “Meta”, “Epilogo”, “Reale”, “Archi”,, “Reggio nord”, “Reggio sud’’, “Nuovo potere”, “Bellu Lavuru”, “Cosa mia”, “All inside”, “Urbanistica’’. Tanti i successi ed anche qualche contestazione nell’arco di quattro anni in cui lo stesso procuratore, come la magistratura tutta nel reggino, ha vissuto attimi di estrema tensione e di pesanti veleni. Dalla bomba del 3 gennaio 2010, alle intimidazioni che lo hanno visto bersaglio diretto.
"Possiamo colpire quando vogliamo", queste le pesantissime minacce di morte pervenute nell’ottobre del 2010 attraverso una telefonata anonima.
Dopo il proiettile calibro 7.65 recapitato nel maggio dello stesso anno al Ce. Dir, nuova intimidazione ma dai toni più diretti e aggressivi giungeva con la telefonata anonima durante la quale veniva comunicato il luogo in cui rinvenire armi ad altissimo potenziale che avrebbero potuto essere usate contro il Procuratore.
Da ieri pomeriggio è ormai ufficiale Pignatone lascerà Reggio per andare a dirigere la procura della Capitale. Si attende adesso il parere obbligatorio ma non vincolante del guardasigilli Paola Severino e dunque la pronuncia del Plenum del CSM previsto per il prossimo 15 febbraio, la nomina di Pignatone dovrà essere ratificata alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presidente del CSM. In attesa della nomina e dopo l’incarico all’ex procuratore Giovanni Ferrara, oggi sottosegretario del governo Monti, il ruolo di reggente a Roma è affidato a Giancarlo Capaldo.
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