Difficoltosa operazione di soccorso della Guardia Costiera con numerosi mezzi coinvolti
ROCCELLA JONICA (Reggio Calabria) - La direzione marittima di Reggio Calabria ha coordinato una complessa operazione di soccorso nelle acque dello Jonio meridionale con l’impiego di numerosi mezzi aereonavali: sono state quattro le unità, due motovedette della Guardia Costiera e due pattugliatori della Guardia di finanza, impegnati nell’ operazione di soccorso dei clandestini a bordo del catamarano in avaria nelle acque dello Ionio al largo di Roccella Ionica. Le attività sono iniziate con la chiamata di soccorso “mayday” ricevuta dall’ufficio circondariale marittimo di Roccella Jonica da parte di una non meglio identificata imbarcazione con numerose persone a bordo. Le ricerche sono iniziate immediatamente e si sono rivelate particolarmente complesse per l’indeterminatezza della posizione dell’unità navale in difficoltà e le pessime condizioni del mare, richiedendo l’impiego del velivolo ATR 42 della Guardia costiera decollato da Catania, delle motovedette della Guardia costiera CP 278, CP 308 e CP 827, specializzate per il soccorso in mare al largo dalla costa e due pattugliatori della Guardia di Finanza. Nelle ricerche, la Guardia costiera si è avvalsa anche del sistema “Automatic Identification System” (AIS) per l’individuazione delle navi mercantili in transito in alto mare al fine di acquisire ulteriori informazioni per la localizzazione dei naufraghi. Dopo aver circoscritto l’area marittima di ricerca, il velivolo della Guardia costiera è riuscito ad avvistare, a circa 65 miglia dalla costa, un catamarano con numerose persone a bordo, in completa balia delle onde.
Le operazioni di salvataggio sono iniziate alle 21:30 di ieri, quando la motovedetta CP 308 raggiungeva l’imbarcazione in pericolo. Le condizioni meteo marine nella zona delle operazioni, con mare molto mosso, non facilitavano le operazioni di recupero dei naufraghi, rese ancor più complesse dalla presenza di bambini, una donna in gravidanza e due persone non autosufficienti. Dopo complesse manovre, l’equipaggio della motovedetta, comandata dal maresciallo Luciano Pittelli, riusciva a trarre in salvo a bordo i 66 occupanti dell’imbarcazione in difficoltà, di cui 15 minori, 8 donne e 43 uomini, con il supporto anche delle unità mercantili dirottate in zona.
Conclusa la delicata fase di recupero, la motovedetta dirigeva per il rientro verso il porto di Roccella Jonica dove i naufraghi, di dichiarata nazionalità curda, irachena, afgana, iraniana e pachistana, venivano sbarcati per le attività di assistenza medica e per gli accertamenti da parte delle Forze di Polizia. Le operazioni di soccorso, rese ancora più difficili per la presenza oltre che della partoriente anche di alcuni bambini e di due persone non autosufficienti, sono state condotte con successo. I naufraghi hanno dichiarato di essere di nazionalità pachistana, curda, irachena, afghana e iraniana.
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