Reggio Calabria. Un colpo di grazia alla testa, dopo averlo atteso ed inseguito almeno per un centinaio di metri. Un’esecuzione in piena regola, da far venire i brividi, quella eseguita nel primo pomeriggio a Gallico Superiore, in zona Passo Caracciolo. Si torna, dunque, a sparare a Reggio Calabria. E lo si fa con estrema spietatezza, come non avveniva dai tempi dell’ultima guerra di mafia. E la vittima, di quella cruenta mattanza che insanguinò Reggio Calabria a cavallo tra gli anni ‘80 e ’90 era divenuto in qualche modo protagonista.
Già noto alle forze dell’ordine per precedenti di ‘ndrangheta (è ritenuto vicino alla cosca Serraino) Giuseppe Canale, questo il nome dell’uomo di 39 anni il cui corpo è stato freddato senza pietà, era stato arrestato nel luglio del 2007 nell’ambito dell’operazione “Bless” con cui Carabinieri e DDA fecero luce proprio su una decina di delitti compiuti tra il 1985 e il 1991, in piena guerra tra clan. Canale era finito in carcere con l’accusa dell’omicidio di Giuseppe Chirico, avvenuto nel 1997 a Catona. La sua posizione è stata però archiviata nell’ottobre dello scorso anno.
Regolati i conti con la giustizia, così non è stato con chi questo pomeriggio ne ha decretato la condanna a morte. Diversi i colpi sparati, stando alla ricostruzione degli investigatori, almeno da due killer armati di pistola (una semiautomatica ed una a tamburo). Ha tentato la fuga, Giuseppe Canale, ma inutilmente. I due sicari lo hanno atteso all’uscita del bar in cui si era recato, situato a poche decine di metri di distanza dalla sede dell’ex delegazione municipale e della pompa di benzina AGIP.
Una strada assai frequentata anche a quell’ora, così come frequentato era il locale al momento in cui con estrema freddezza i malviventi hanno premuto il grilletto incuranti della gente che stava attorno e che si è improvvisamente vista piombare addosso una pioggia di proiettili. Nel parapiglia è rimasto ferito accidentalmente ad una gamba un uomo di 42 anni che assieme ad altri avventori del bar ha cercato di mettersi in salvo, trovando riparo nelle vie limitrofe. Ricoverato in ospedale le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni.
Non è riuscita a sottrarsi al proprio destino, invece, la vittima predestinata dell’agguato. Al termine dell’inseguimento avvenuto lungo la via che conduce ad Archi, Giuseppe Canale è stato freddato dai due malviventi che si sono immediatamente dileguati in sella ad uno scooter Aprilia Scarabeo. 12 in tutto i colpi mortali che hanno raggiunto il malcapitato. I Carabinieri del Comando provinciale intervenuti immediatamente sul luogo dell’assisinio, si imbattuti in una scena macabra: sull’asfalto il corpo dell’uomo, giustiziato con un colpo di pistola alla fronte.
Un altro drammatico delitto messo a segno proprio nello stesso quartiere della periferia nord di Reggio Calabria già teatro il 20 settembre dello scorso anno dell’uccisione del presunto boss Domenico Chirico, ritenuto vicino al cartello dei Condelliani. Un omicidio ancora da chiarire su cui stanno indagando gli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria, giunti anche questo pomeriggio sul luogo in cui è stato ucciso Canale. Se possano esserci dei collegamenti tra i due omicidi è ancora presto per dirlo. I Carabinieri hanno già avviato le indagini e per risalire ai killer potrebbero tornare utili anche le immagini raccolte dalle telecamere di videosorveglianza installate in diversi esercizi commerciali della zona. Intanto, il rischio di una nuova faida pare esser davvero dietro l’angolo.
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