De Blasio: occorre far sistema 

Donne e lavoro, Comitato nazionale Pari Opportunità incontra il Ministro Fornero

Roma. Le donne, il mercato del lavoro, la riqualificazione dei lavoratori licenziati e nuove proposte per lo sviluppo e la crescita occupazionale nel nostro Paese, sono stati tra gli argomenti al centro di un importante e interessante incontro tra il Comitato Nazionale delle Pari Opportunità e il Ministro del Lavoro Elsa Fornero.

Durante l’incontro il Ministro ha sottolineato come il lavoro femminile non sia accessorio ma fondamentale rispetto la riforma del mercato del lavoro che sta per essere elaborata dal Governo, evidenziando che se ci sono discriminazioni il sistema lavoro non funziona per cui ogni sforzo risulterebbe inutile. Inoltre, la professoressa Fornero, ha parlato delle cosiddette dimissioni in bianco, che contribuiscono a creare disagio e discriminazione. Queste, verrebbero fatte firmare alle dipendenti donne al momento dell’assunzione per poter interrompere facilmente, ed in qualsiasi momento il rapporto di lavoro, soprattutto in caso di maternità, tale pratica pesa fortemente e negativamente sulla condizione lavorativa delle donne e sulla loro stessa dignità, costituendo un vero e proprio percorso di devianza dai principi di libertà che stanno alla base della società civile.

“Abbiamo affrontato svariati argomenti – ha affermato Daniela De Blasio vice consigliera nazionale di parità – approfondendo le tematiche del lavoro che coinvolgono maggiormente le donne come ad esempio la conciliazione e anche sull’opportunità/necessità di un censimento delle aziende che la applicano. In un periodo di crisi profonda, quella che stiamo vivendo oggi in Europa, si affievoliscono sempre di più le prospettive del futuro per i giovani. Il problema che sta alla base - ha continuato Daniela De Blasio – è da ricercarsi nella mancanza di investimenti importanti e per la paura delle aziende di “scommettere” in questo periodo.

Certamente c’è bisogno, oggi più che mai, di una riforma del mercato del lavoro che cambi per sempre il concetto di lavoro precario, non più sostenibile, e che lo trasformi in lavoro flessibile. Ovvero, nel momento in cui si perde un posto di lavoro, si dovranno creare per il lavoratore le condizioni affinchè l’uscita non sia traumatica e lo stesso venga accompagnato verso una nuova occupazione con azioni mirate, come ad esempio una riqualificazione professionale, oppure attraverso una riforma degli ammortizzatori sociali che trasformerebbe il sostegno al reddito in un’azione di politica attiva e non più passiva.

E quando tutto questo capita ad una donna, sempre più spesso leggendo i dati, la capacità di assorbimento nel mercato del lavoro deve essere maggiore. A sostegno di quanto detto, infatti, l’ISTAT a novembre del 2011 segnala una disoccupazione femminile attestata al 9,9% (contro il 7,6% di quella maschile). Le donne italiane senza lavoro sono aumentate rispetto all’anno precedente dello 0,5%. La disoccupazione giovanile è quattro volte maggiore della disoccupazione media degli italiani, infatti, il 30,1% dei giovani tra i 15 e i 24 anni è disoccupato. In particolare nel Mezzogiorno d’Italia il livello di disoccupazione femminile ha toccato il 39% ed è destinato ad alzarsi. Dunque, per fare sistema – ha concluso la De Blasio – occorrerà operare alla fonte, strutturando e incentivando gli investimenti anche in termini di capitale umano femminile, attraverso misure durature e di immediata fruibilità che prevedano, tra l’altro, sgravi contributivi e fiscali per le imprese. Per di più, soprattutto nella nostra Regione, bisogna affrontare con chiarezza il nodo della professionalità, ovvero contrastare lo scollamento che oggi emerge dal rapporto scuola-università-impresa. Occorre riallinearli con il reale fabbisogno del territorio e la concreta domanda e offerta di lavoro presente in esso. Questo si può realizzare velocemente e a costo zero utilizzando i servizi per l’impiego già capillarmente presenti sul territorio a patto che siano messi nelle condizioni di operare in maniera più incisiva nel tessuto socio-produttivo del Paese”.

Venerdì 10 febbraio 2012
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