Il ricordo del Direttore di ReggioTV per la scomparsa di una figura molto conosciuta e stimata nel mondo associativo reggino
di Eduardo Lamberti Castronuovo - È giusto che quando lascia questa vita terrena un personaggio, si ricordi con un editoriale. L’ho fatto tante volte per ricordare la traccia lasciata da ognuno di loro.
Oggi, però, desidero ricordare a tutti, non già un appartenente a questa categoria di persone, ma ad una in particolare che non ha ricoperto cariche pubbliche ma ha esercitato una delle funzioni più importanti nella vita di una donna: Quella di moglie e di madre.
Desidero salutare per l’ultima volta, a nome di tutti coloro che la conobbero, Luisa Nostro Gangeri.
Una donna che tutti potremmo dire normale, ma in effetti non è sufficiente neppure l’appellativo di speciale.
Una persona che ha fatto della sua vita una vera e propria missione, accogliendo tutti, ricchi e poveri, buoni e cattivi, con un sorriso smagliante sempre sincero e giammai ipocrita.
Dietro quel sorriso una carica di umanità infinita, pronta sempre ad aiutare chiunque avesse bisogno di capire che al mondo non si è soli, soprattutto quando si ha la fortuna di incontrare persone come lei.
L’avere scoperto la malattia e averla seguita in ogni momento del suo calvario, assieme a tanti altri colleghi, è stato un privilegio. Anche se l’impotenza umana ci ha messo con le spalle al muro.
Mai rassegnata.
Non ha voluto neppure abbandonare questa terra soffrendo, se non in assoluto silenzio, sommessamente.
L’eredità che lascia è immensa, soprattutto se si considerano i due figli, Aldo e Luigi, che rappresentano il risultato di una vita a loro dedicata.
Così come all’inconsolabile Antonio, cui resta ora il compito di continuare l’opera di Luisa, che comunque aveva già condiviso da ben 29 anni.
Non è facile incontrare donne della statura morale di Luisa. Lo testimoniano l’innumerevole pletora di amici in ogni settore, da quello associazionistico a quello sportivo, a quello della semplice amicizia che non si poteva negare ad una donna con la D maiuscola come lei.
Il suo pensiero negli ultimi tempi non è andato alla malattia, che pur bene conosceva, ma al futuro della sua famiglia, marito e figli. Al marito ha ricordato di avergli regalato due gioielli che adesso lui ha il compito di continuare a far brillare.
Ha addirittura pensato ai suoi figliuoli raccomandando alle madri delle rispettive fidanzate di far da madre ad Aldo e Luigi.
Un testamento formidabile, cui può pensare solo un cervello raffinato ed un animo che Nicola Giunta avrebbe definito “Buntatusu assai”.
Reggio piange una figlia non blasonata politicamente ma di alto lignaggio morale e civile.
Da qui questo pensiero per salutarla nel suo lungo viaggio verso l’eternità.