Eletti vicepresidenti del Consiglio Imbalzano (Pl) e Marino (Pd). I consiglieri-questori sono Plateroti (Sud) e Brunetti (A testa alta)
Reggio Calabria. Prima festosa seduta del Consiglio comunale.
E le “differenze” già si sono avvertite, con alcune puntate intransigenti di Massimo Canale e i “distinguo” di Peppe Bova anche all’interno dell’opposizione.
Assente, su 32 consiglieri (e sindaco), solo Demetrio Delfino di Rifondazione comunista, l’elezione del presidente dell’Assemblea non è avvenuta alla prima votazione (quando erano indispensabili 25 suffragi e tutte le forze di minoranza si sono astenute) ma alla seconda sì, quando di consensi ne erano necessari solo 22, benché il diretto interessato Seby Vecchio per correttezza abbia preferito astenersi e col voto “tecnico” a favore anche dell’ex candidato sindaco del Polo civico Peppe Bova, che ha detto “sì” per essere sicuri di garantire alla città l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea già il primo giorno utile senza dover rinviare di 8 giorni.
Le altre forze d’opposizione si sono astenute anche alla seconda chiama.
E il neo-presidente del Consiglio Vecchio (assessore all’Istruzione nelle ultime giunte Scopelliti e Raffa), nel breve discorso post-elezione, ha evidenziato come, a campagna elettorale oramai alle spalle, ci sia a suo avviso solo da lavorare tutti insieme per l’avvenire della città, senza cesure tra maggioranza e opposizione e lasciando spazio solo a critiche costruttive, non corrosive.
Poi un omaggio floreale alla moglie di Demy Arena, all’assessore alle Politiche ambientali Tilde Minasi e alla consigliera Monica Falcomatà quali uniche donne in Assemblea e a Peppe Falcomatà per la madre Rosetta Neto, che era attesa per il debutto in aula del figlio.
Per i vicepresidenti, ok al giovanardiano Emiliano Imbalzano (23 voti per lui) e, per la minoranza, a Giuseppe Marino del Pd (sufficienti 5 suffragi, tra centrosinistra e “cartello a 3”).
Quanto ai consiglieri-questori, il voto s’è avuto solo in tarda serata per via di una sospensione richiesta dalla minoranza: Bova ha infatti rivendicato il pluralismo tra le forze di minoranza anche in seno all’Ufficio di Presidenza, implicitamente chiedendo che il consigliere-questore d’opposizione toccasse ai “civici”.
Immediata la replica di Canale, che suggeriva ad “Ata” e compagnia di votare tutti insieme a loro il coordinatore cittadino di Idv Aldo De Caridi (col quale un’intesa di massima era già in ponte, come dimostrato dal suffragio prima espresso dal dipietrista in favore di Giuseppe Marino).
Dopo la sospensione e una fase di voto arricchita da varie punzecchiature, di nuovo in aula e voto, solo stavolta, a scrutinio segreto: la maggioranza ha scelto quale consigliere-questore Giuseppe Plateroti di “Sud”, l’opposizione a ranghi serrati ha fatto convergenza su Paolo Brunetti di “A testa alta”.
E’ quindi toccato al primo cittadino esporre le sue linee programmatiche…
Al di là del dettaglio, due le direttrici fondamentali per Demy Arena: l’improrogabile contenimento della spesa e un’adeguata valorizzazione delle risorse turistico-territoriali, nella cornice di una Città metropolitana da trasformare in splendida realtà creando un’apposita Assemblea costituente.
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