Critico Nucera contro Piano ASP5 

Ospedale Melito. Popolari Liberali a difesa del presidio

Reggio Calabria. “L’Ospedale di Melito Porto Salvo è sempre più penalizzato. Il Piano sanitario aziendale dell’Asp5 è un vestito tagliato e cucito a vantaggio dei soliti amici”. Queste le considerazioni emerse all’incontro che i Popolari-Liberali hanno avuto nel centro ionico reggino con un gruppo di sanitari alla presenza del Coordinatore regionale del Movimento, Giovanni Nucera.

“Un Piano – è stato detto – che tradisce le aspettative della popolazione grecanica dopo i ripetuti incontri con il Presidente Giuseppe Scopelliti e con i massimi vertici del Dipartimento Salute della Regione Calabria. Si svuota un presidio sanitario importante come Melito Porto Salvo e si accorpano i servizi a Locri. Con quale criterio logico? - sono state le domande che si sono posti i presenti, valutando negativamente la prospettiva che al “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo sia destinata una sola Unità Operativa Complessa (U.O.C.) di Chirurgia generale. Una decisione priva di logica a fronte della concomitante chiusura del Pronto Soccorso e della Divisione di Anestesia. Altro aspetto, non meno importante, sarebbe poi, la allocazione a Melito di altri reparti: Strutture Operative Semplici emanazione delle SOC previste per l’Ospedale di Locri”. Scorrendo, infatti, l’organigramma contenuto nell’Atto aziendale dell’Asp 5, accanto alla SOC di Chirurgia generale, quasi tutte le altre SOS (Strutture Operative Semplici) risultano “afferenti” le corrispondenti SOC di Locri di Ortopedia, Pediatria, Medicina, Laboratorio di Analisi e la stessa Direzione Sanitaria.

Dal confronto è invece emersa la necessità di prevedere per il nosocomio di Melito un’Area chirurgica, un’Area medica ed un’Area dei Servizi. “Oggi la Divisione di Medicina di Melito - è stato rilevato - garantisce un eccellente livello di prestazioni sanitarie documentate da elevati volumi professionali. Una competenza che non può essere mortificata e sacrificata - è stato sottolineato - dalla logica dei numeri e dei ridimensionamenti tout-court”.

“Melito Porto Salvo oggi risulta, di fatto, completamente annullato come Ospedale, ed è invece identificato come Poliambulatorio, in piena contraddizione con quanto previsto dal DPGR n. 18.

“Quest’area – è stato rimarcato – pur comprendendo una comunità di oltre 70mila abitanti, dal punto di vista infrastrutturale risulta la più disagiata dell’intera provincia di Reggio. Un territorio che non può assumersi il lusso di privarsi di un presidio sanitario utile ed efficiente, a garanzia dei diritti di salute per i cittadini che vi risiedono, ma anche per la tutela di quell’immagine turistico-culturale che l’Area grecanica ha imposto da tempo all’attenzione regionale”.

“Il Presidio sanitario di Melito Porto Salvo – è stato ancora argomentato nel corso dell’Assemblea – deve recuperare la caratteristica di Ospedale Generale, attraverso un equilibrato planning di unità operative complesse e semplici. L’Area chirurgica, l’Area medica e i servizi devono essere recuperati alla logica ospedaliera di tutela sanitaria e non di mortificate nella logica dei piccoli centri di potere che utilizzano la sanità per fini poco nobili. Per questo – è stato aggiunto – l’unica alternativa a quello che è stato fatto è recuperare i contenuti del DPGR n. 18 (Decreto del Presidente della Giunta Regionale) che prevede ed auspica per il Presidio Ospedaliero di Melito Porto Salvo «la necessità di integrazione con un Ospedale di riferimento,. E date le condizioni, si propone l’integrazione con l’Azienda Ospedaliera Bianchi-Melacrinò-Morelli di Reggio Calabria». Dall’incontro di Melito è emerso chiaro e forte il rifiuto all’idea di essere accorpati a Locri, non solo per le evidenti e note difficoltà infrastrutturali e viarie, ma anche perché l’area di Melito, per propria ‘cultura’ ha sempre rivolto la sua attenzione all’Area Metropolitana di Reggio Calabria, in una visione territoriale che converge spontaneamente con il capoluogo di provincia e non con la sua più estrema periferia”.

“Effettivamente questa prima bozza di Piano sanitario aziendale dell’Asp 5 – ha annotato nel suo intervento conclusivo il Segretario-Questore del consiglio regionale Giovanni Nucera – lascia tutti insoddisfatti. Ma ciò che bisogna apprezzare – ha aggiunto - è la disponibilità del Direttore Generale ad aprire un tavolo di confronto con le parti sociali, le autorità politiche dei territori e con gli operatori sanitari. Ma ancor di più ci lasciano ben sperare - ha proseguito Nucera - la dichiarazioni del Presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti che si è detto disponibile a modificare dove c’è da modificare, a rivedere e a colmare i vuoti e gli omissis su un piano di giusta distribuzione e riconoscimento delle professionalità, non solo delle strutture sanitarie, ma anche nella politica del territorio. Lo spirito di questa maggioranza di governo - ha concluso Nucera - è quello di riconoscere il valore della meritocrazia come metro di giudizio nella assegnazione delle funzioni ai più alti livelli di responsabilità di qualsiasi settore, e non premiare i soliti noti che in qualche stanza fumosa hanno pensato di poter privilegiare questa o quella ‘cordata’ di amici”.-

Lunedì 26 settembre 2011
Ore 11:42

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