Reggio Calabria - Proliferano le iniziative rivolte a rinnovare la fonte superprimaria del nostro Ordinamento. Non si parla di modifiche di alcuni titoli ma si invoca la possibilità di dettare ex novo principi e valori della Repubblica.
Riformare la Costituzione, riscrivere il testo sul quale i padri costituenti nel Secondo Dopoguerra vollero imprimere valori e principi per la storia del futuro della neo Repubblica Italiana e che evidentemente, per un numero sempre crescente di cittadini, non calza più all’Italia di oggi, non la rappresenta e dunque ha fallito nei suoi obiettivi.
Venti di cambiamento e novità si propongono di spirare in casa dei Riformisti Uniti PSI che, aderendo all’iniziativa ‘L’Italia che abbiamo nel cuore’ lanciata dal movimento di Riformisti italiani di Stefania Craxi a Milano lo scorso novembre, propone un banchetto di raccolta firme, allestito da ieri e fino a stasera in piazza Italia a Reggio come in altre piazze italiane, per chiedere al Parlamento l’elezione di una nuova assemblea Costituente, con metodo proporzionale, composta da 100 personalità, che riscriva, preservando la forma Repubblicana ed i primi dodici articoli, come spiegato dal segretario regionale dei Riformisti Uniti PSI Gianpaolo Catanzariti, il testo della fonte suprema del nostro ordinamento da sottoporre poi al vaglio dei cittadini.
Di tenore più radicale è la proposta del Partito Italia Nuova. Basta con i 139 articoli della Costituzione e spazio ai 25 della Carta dei Principi di Fondazione della Nuova Italia in cui la proprietà privata è sancita come valore inalienabile e l’individuo è portatore di desideri e scopi il cui soddisfacimento e raggiungimento sono compito esplicito dello Stato. Questa, infatti, la proposta del Partito Italia Nuova PIN, secondo il quale lettera morta sarebbero il valore persona con la sua dignità inviolabile ed il suo diritto di uguaglianza e libertà per come sancito nell’attuale Costituzione e che la politica e la storia di questi quasi 70 anni di Repubblica avrebbero annichilito e dunque tradito.
Ad illustrare questo progetto nuovo in riva allo Stretto il presidente Nazionale del Partito Italia Nuova (PIN), Armando Siri, che con Marco Perini, del direttivo nazionale del partito, ha incontrato la cittadinanza nell’ambito dell’iniziativa introdotta dal coordinatore regionale Antonio Recupero.
Nel programma non solo una nuova Costituzione ed un nuovo sistema di governo della Cosa Pubblica con un Capo dello Stato ed un Consiglio Nazionale popolare di 45 membri direttamente eletti dal popolo, ma anche l’introduzione di una carta d’identità elettronica e di un diverso regime fiscale in cui tutti versino un canone unico ad inizio anno di tremila euro. Lo stato può imporre la cosiddetta Flat Tax, chiedendo solo il 15% dei guadagni e non un soldo di più, si legge nel programma. I dipendenti, inoltre, percepiranno lo stipendio al lordo, senza più trattenute sulla busta paga. Nessuno potrà evadere e tutti pagheranno la stessa cifra per ricevere lo stesso uguale servizio, ancora nel programma.
Il PIN si propone, dunque, di parlare un linguaggio nuovo che scardini i tradizionali canoni della Politica che oggi, secondo lo stesso Siri, è subita dai cittadini. L’obiettivo è quello di riaccendere un faro sull’essenza dei desideri e delle aspirazioni dell’individuo e sul ruolo della Politica che oggi parrebbe vestire i panni dell’antipolitica.
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