Emigrazione Sanitaria. Somme non dovute a Regioni del Nord, Guccione:
POLITICA

Sulla questione, il Consigliere regionale PD presenta un'interrogazione al Presidente Oliverio

Emigrazione Sanitaria. Somme non dovute a Regioni del Nord, Guccione: "roba da non crederci"

Catanzaro. "Roba da non crederci. In questi quattro anni e mezzo di legislatura abbiamo pagato decine di milioni di euro per non aver contestato, nella Conferenza dei presidenti sul riparto del Fondo sanitario, il dato dell'emigrazione passiva che in questi anni ha raggiunto 320 milioni di euro". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione che sulla questione ha presentato un'interrogazione al presidente della Regione, Mario Oliverio.
"Un dato incredibile - prosegue Guccione - come quello di aver pagato 4 milioni e 699 mila euro per prestazioni di pazienti che alla fine si è scoperto non residenti in Calabria. O ancora il non aver contestato, per quanto riguarda i ricoveri 'flusso A' pari a 222 milioni di mobilità passiva nel 2017 che avrebbe potuto farci risparmiare 36 milioni di euro.
Potrebbero essere decine gli esempi, come evidenziato nella riunione della Terza Commissione 'Sanità, attività sociali, culturali e formative' della Regione dello scorso 14 febbraio, dal dirigente generale del Dipartimento sanità della Regione Calabria, Antonio Belcastro: di fatto, per gli anni passati, siamo stati condannati in contumacia per non aver sollevato il problema anche perché gli esercizi finanziari risultavano ormai definiti con un danno di almeno duecento milioni di euro per la nostra regione.
Il dirigente generale ci ha informato di aver inviato nel mese di febbraio una relazione dettagliata alla Conferenza dei Presidenti, al coordinatore e al coordinatore vicario, che sono rispettivamente l'assessore del Piemonte e l'assessore dell'Emilia-Romagna, confutando una serie di dati sull'emigrazione passiva. Tutto questo ha permesso di verificare inesattezze, inappropriatezze e veri e propri errori che alla Calabria sono costati milioni di euro e che solo oggi si è avuto la possibilità, attraverso un'iniziativa del direttore generale Belcastro, di far emergere.
"Si è voluto intraprendere un corpo a corpo - sostiene ancora Guccione - con il commissario per il Piano di rientro ma nello stesso tempo si è smantellato il dipartimento Salute, dove mancano 83 dipendenti e 6 dirigenti. Si è preferito fare scena muta nella Conferenza dei presidenti delle Regioni nel momento in cui si trattava di contestare e far valere gli interessi della Calabria. Quella emersa è una situazione gravissima che non può passare sotto silenzio e qualcuno deve prendersi delle responsabilità, per molto meno qualcuno si è dimesso. Una classe dirigente non può presentarsi a Roma con il cappello in mano, ma deve avere schiena dritta nelle sedi istituzionali e far valere gli interessi della nostra regione. Fino ad oggi questo non è accaduto".
02-03-2019 10:24

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