Le parate dell’estremo difensore amaranto servono solo a limitare i danni, a Castellammare finisce 2 a 1
REGGIO CALABRIA - Che il sintetico non portasse troppa fortuna ai colori amaranto, lo si era intuito già lo scorso giugno. Otto mesi dopo la delusione di Novara, la Reggina ci ricasca. Il “Menti”, come il “Silvio Piola”. E se in terra piemontese il goal di Rigoni mise la parola fine al sogno serie A, il 2 a 1 rimediato a Castellammare di Stabia, suona come una resa. Adesso abbiamo la certezza: la Reggina non ha la stoffa per giocarsela ad armi pari con le grandi del campionato. Lo ha capito anche Angelo Gregucci.
Cercava conferme, il mister, dopo le due vittorie consecutive. L’esame di maturità è fallito miseramente. E proprio nella sfida chiave. Una sfida che Gregucci si gioca rivedendo qualcosa. Squadra che vince… si cambia! Per il test più importante, Gregucci mette da parte Barillà (tra i migliori contro Gubbio e Empoli) e getta nella mischia il neo acquisto Melara che ha il compito di supportare Ragusa confermato sulla corsia di destra. In avanti spazio alla coppia Ceravolo e Bonazzoli. Che per tutto il primo tempo la vede praticamente mai.
Sì, perché la Reggina, molle e senza idee, fatica a proporsi con continuità. In mezzo si brancola nel buio: Rizzo non ne azzecca una, Melara non indice e il solo Nicolas Viola non basta ad illuminare la scena. Risultato: la Reggina si rende pericolosa solo sui calci piazzati. E soffre le pene dell’inferno quando la Juve Stabia la mette sulla corsa, sulla velocità. E l’alibi del sintetico regge fino ad un certo punto. La lotta è impari. Sono i padroni di casa a dettare i ritmi. Alla Reggina non resta che aggrapparsi a Zandrini. Che inutilmente prova a tenere in piede una baracca che scricchiola e al primo alito di vento viene giù. Minuto 26: la difesa va in bambola sugli sviluppi di un corner e Mezavilla, tutto solo, inchioda così l’incolpevole Zandrini. Juve Stabia in vantaggio. Reggina dietro la lavagna a leccarsi le ferite.
La reazione amaranto è tutta nel colpo di testa del solito Freddi (anche se nell’occasione ci sarebbe pure una trattenuta evidente in area di rigore ai danni di Emerson ma l’arbitro lascia correre). E così il primo tempo vola via senza che gli amaranto abbozzino una reazione che sia una. E non va certo meglio nella ripresa che si apre con l’ingresso di D’Alessandro al posto di un Melara abulico. Gregucci libera così Ragusa e prova a giocarsela a viso aperto. E puntualmente paga dazio, se è vero come è vero che alla prima ripartenza la Juve Stabia colpisce con il solito Sau: 2 a 0 e gara in ghiaccio. Sembra finita ma la Reggina ha uno scatto d’orgoglio. Gregucci inserisce De Rose per uno spento Rizzo e alza leggermente il baricentro. E al minuto 21 riapre la gara. Ci pensa Freddi di testa a ridare fiato alle speranze amaranto. Per il difensore è il secondo goal stagionale. Braglia sbuffa. E quando Zandrini chiude la porta in faccia agli attaccanti gialloblu, il popolo del “Menti” comincia seriamente a pensare che la beffa sia dietro l’angolo. E per poco non si materializza intorno alla mezzora quando Angella mette i brividi a Seculin! È l’ultimo sussulto della Reggina. Poi è solo Juve Stabia.
Comincia la sagra delle occasione mancate con Zandrini ancora protagonista. È lui a rendere meno pesante il passivo. È lui ad evitare un’altra figuraccia al cospetto di una concorrente diretta. È uno dei limiti di questa Reggina. E venerdì si viaggia alla volta di Pescara. Gregucci al solo pensiero trema. E con lui tremano anche i tifosi amaranto. Il treno play off sta per partire. La Reggina rischia di rimanere a terra…
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