A Reggio, la festa dell”Ambasciata in Italia

‘Non ti preoccupare del fatto che il mondo possa finire oggi. È già domani in Australia’, affidava questo pensiero di speranza al personaggio Marcie, del celebre fumetto Peanuts, Charles Monroe Schulz e nel farlo rappresentava la grandiosità di una terra ancestrale in cui le stagioni si invertono e sopra la quale la piccola ma luminosa ‘Croce del Sud’ indica il polo Sud, guidando il cammino degli aborigeni ed incantando esclusivamente chi si trova a Sud dell’Equatore, dall’altra parte del mondo.
In Australia, mistero e leggende intessono trame affascinanti che conducono sulle orme dei Nativi australiani, i custodi di questa terra agli antipodi, che narrano come il popolo dei giganti avesse eretto delle grosse pietre per tutta l’Australia, megaliti di cui sono pieni il New South Wales e il Victoria. Ma il mistero si spinge oltre, fino al Bunyip Park nei pressi di Melbourne che, secondo le leggende aborigene, sarebbe abitato da un Drago.
Immersa tra gli oceani, compiuta nella sua immensità, l’Australia si pone imperiosa nella sua storia ma anche profondamente ferita, autorevole nel suo dominio dell’emisfero australe, il sud del globo terrestre. Attraversata dal Tropico del Capricorno, intrisa di fascino, abitata da 50 mila anni forse più dai progenitori degli aborigeni provenienti dall’attuale sud - est asiatico, incontaminata e sconosciuta fino a quando gli europei non la scoprirono, seicento anni fa, colonizzandola un secolo più tardi.
La sua popolazione oggi è solo per il 2% indigena, in quanto discendente dagli australiani aborigeni, il 37% è australiana e dunque la maggior parte della popolazione in realtà racconta la storia di tanti altri popoli prevalentemente europei - inglesi, irlandesi, scozzesi e italiani. Solo l’8% è di origine asiatica. Un crogiolo di colori e calori.
Storie di migrazioni, di sradicamento e radicamento, di legami coltivati nonostante le distanze siderali, di intere generazioni che ormai vivono l’Australia come la loro patria pur non avendo dimenticato le terre natie. Ebbene in quel 4, 29 % di italiani, il quarto gruppo etnico spalmato prevalentemente tra lo stato di Victoria (capitale Melbourne) e del Nuovo Galles (capitale Sidney), la regione più rappresentata è la Calabria. Emigrati nel primo dopoguerra, nella prima metà del Novecento, dalle campagne e dalle montagne di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, Siderno, Locri, San Luca, in provincia di Reggio Calabria.
I primi emigranti Calabresi in Australia fecero i pastori, i contadini, lavorarono in aziende boschive o nelle miniere. Alcuni contribuirono alla nascita dell’industria vinicola, ancora oggi fiorente, piantando i primi vigneti australiani. Molti fecero ritorno a casa, altri fecero trasferire le loro famiglie.
— In Australia, città come Midland, Perth (dove nel 1996 vivevano ventitremila italiani di cui sei o settemila calabresi), i sobborghi di Balcatta, Osborne Park, ospitano grandi comunità calabresi.
Per questo rapporto privilegiato di amicizia l’Ambasciata d’Australia in Italia, con il sostegno dell’Assessorato regionale alla Internazionalizzazione della Calabria, celebra oggi, per la prima volta non a Roma ed in Calabria proprio a Reggio, l’Australian Day, in memoria dello sbarco della First Fleet nella Baia di Sydney in cui il capitano Arthur Phillip colonizzò il Nuovo Galles del Sud, avvenuto il 26 gennaio del 1788. La festa avrà luogo questo pomeriggio dalle ore 18 alle ore 20, presso la Sala Ristorante dell’è Hotel di Reggio, alla presenza di una rappresentanza dell’Ambasciata australiana di Roma.
L’origine del nome Australia affonda le radici nell’antichità. Terra Australis incognita era chiamata perchè non aveva paesi confinanti e occupava maestosa tutto l’emisfero. L’Australia è oggi il cuore dell’Oceania, con l’oceano Indiano a Ovest e Sud e l’oceano Pacifico ad Est, indipendente dal Regno Unito dal 1901, 22 milioni di abitanti oggi il suo nome ufficiale è Commonwealth dell’Australia. Canberra, città capitale contesa tra la popolosa Sidney e l’industriale Melbourne.
Lo stato della Tasmania fu particolarmente insanguinato dallo sterminio della popolazione aborigena con la colonizzazione bianca, il dominio degli inglesi avviato dal capitano James Cook nel 1707. Prima di allora la popolazione aborigena era composta da 700.000 nativi, 600 diversi gruppi linguistici sparsi per il Mainland, con culture, lingue e tradizioni diverse. Una ricchezza falcidiata dall’uomo bianco che sulla coscienza si trascina anche la generazione sequestrata di bambini nativi, nati da coppie miste, che nulla avrebbero dovuto sapere e capire delle loro origini ‘non europee’. E’ in corso un processo di riconciliazione ma la conservazione del prezioso e peculiare patrimonio culturale è affidato alle leggende.
Il Mainland e poi le isole remote, insenature, isole e penisole, per una distesa di foreste pluviali, boschi e praterie, colline, coste sospese sul mare con un ecosistema unico, piante sempreverdi, koala e canguri. Per le sue rocce particolarmente datate, l’Australia viene chiamata ‘continente fossile’. Desertica ma con la più grande barriera corallina del mondo, essa è riuscita a generare anche una lingua inglese particolare con parole peculiari che estendono ed arricchiscono il lessico anglosassone e che rimangono sconosciute al di là dell’Equatore.
Governata dalla regina di Inghilterra, Elisabetta II, l’Australia è stata raccontata dalla letteratura francese ed inglese fin dal 1600. il volume a renderla meno misteriosa fu quello di Matthew Flinders ‘A Voyage around Terra Australis’. Nell’Ottocento fu lui il primo esploratore che circumnavigò il cosiddetto nuovissimo continente, ma la sua scoperta risale a duecento anni prima, nel 1606 ad opera del navigatore olandese William Janszoon.
Nei secoli meta di grandi viaggi di appassionati ma anche di emigranti in cerca di speranza di nuova vita. Tra questi anche molti italiani soprattutto calabresi, ancora oggi profondamente legali alla punta dello stivale.
Unica e affascinante, non per una ma per mille ragioni, l’Australia ha dunque anche un grande cuore calabrese.
Anna Foti
Giovedì 26 gennaio 2012