Nuova tranche dell’operazione del 30 novembre 2011
Milano. Arresti, perquisizioni e sequestri di immobili disposti dal Gip del Tribunale di Milano, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, sono in corso a Milano da parte della Polizia di Stato. L’operazione riguarda lo stesso filone d’indagine che il 30 novembre scorso ha riguardato il clan ‘ndranghetista Valle-Lampada, e si sta effettuando in piu’ città italiane. Anche nella tranche odierna sarebbero coinvolti non meglio precisati "pubblici ufficiali" ritenuti "fiancheggiatori" della cosca.
Le precedenti indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm Paolo Storari e Alessandra Dolci, avevano al centro il clan Valle-Lampada, gia’ decimato nel luglio del 2010. Erano stati arrestati Giulio Lampada, ritenuto "il regista di tutte le operazioni" e il fratello Francesco, gestori di bar e locali, e veri e propri imprenditori nel settore dei giochi di azzardo, la moglie di quest’ultimo, Maria Valle (ai domiciliari), suo fratello Leonardo, il presidente delle misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, Vincenzo Giuseppe Giglio, il cugino medico Vincenzo, il consigliere regionale della Calabria Francesco Morelli (Pdl), l’avvocato Vincenzo Minasi, il maresciallo della Guardia di Finanza Luigi Mongelli e un ‘fedelissimo’, Raffaele Fermino.
Nell’ordinanza si facevano poi i nomi di due funzionari che "hanno mostrato di intrattenere relazioni di speciale privilegio e compiacenza con i Lampada": il direttore di un’agenzia Unicredit di Milano e quello di un’agenzia di Paullo del Credito Bergamasco.
Secondo quanto precisato, in mattinata, dalla Questura di Milano,
Cinque, in tutto, sarebbero - secondo quanto precisato dalla Questura di Milano - i destinatari delle custodie cautelari di questa nuova tranche dell’operazione della polizia contro il clan Lampada. Tra questi ci sono tre militari della Guardia di Finanza in servizio a Milano. L’accusa, per essi, sarebbe di corruzione. Gli altri due arrestati, secondo le prime informazioni, non sarebbero invece pubblici ufficiali ma semplici fiancheggiatori.
I tre finanzieri avrebbero percepito 40mila euro al mese dagli uomini della cosca per chiudere un occhio nei controlli. Ai tre militari, da quanto si e’ saputo, sono stati sequestrati beni per un totale di circa 720mila euro.
I tre finanzieri, accusati di corruzione, erano colleghi di Luigi Mongelli, maresciallo della Guardia di Finanza arrestato il 30 novembre scorso nella prima tranche dell’operazione.Secondo l’inchiesta coordinata dall’aggiunto Ilda Boccassini e dai pm Storari e Dolci, con ordinanza firmata dal gip Giuseppe Gennari, i militari si sarebbero fatti corrompere nella loro attività nel gruppo della finanza di via Valtellina, a Milano.
Tra le cinque persone destinatarie dell’ordinanza firmata dal gip di Milano Giuseppe Gennari c’é anche il direttore del lussuoso hotel Brun di Milano, accusato di favoreggiamento personale. Nell’ ambito delle indagini che nei mesi scorsi avevano già portato in carcere un avvocato, un politico e un magistrato calabrese, era emerso che il gip del Tribunale di Palmi Giancarlo Giusti, solo indagato, si faceva pagare viaggi ed escort dagli uomini del clan Lampada.
Nell’ambito della stessa inchiesta, è stato arrestato, invece, a Reggio Calabria con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa anche Domenico Gattuso, ritenuto dagli inquirenti uno dei soci ‘chiave’ del clan dei Lampada. Gattuso sarà portato in carcere a Milano. L’uomo, secondo l’accusa, avrebbe aperto numerose società per conto dei Lampada, avrebbe gestito contatti istituzionali e avrebbe avuto un ruolo nella fuga di notizie riguardo a un’indagine della magistratura calabrese, la cosiddetta operazione ‘Meta’.
Venerdì 27 gennaio 2012
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