L’istituto San Vincenzo, la scuola Gebbione - Bevacqua e il Liceo Classico Campanella tra i principali istituti scolastici che hanno promosso eventi.

Reggio Calabria. In occasione della Giornata della Memoria che si celebra nella giornata di oggi, tante sono le iniziative messe in atto da alcune scuole di Reggio Calabria per sensibilizzare ed educare le giovani generazioni verso uno dei capitoli più neri e foschi della storia dell’umanità: il genocidio degli ebrei sotto la dittatura nazista.
Nel teatro dell’Istituto scolastico paritario “San Vincenzo de’Paoli” la compagnia Scena Nuda ha rappresentato l’azione drammatica e rievocativa della Shoah “Nessuno mai ci chiese” con a seguire le testimonianze di Aldo Chiantella e Sandro Vitale della sezione reggina dell’Associazione Nazionale Partigiani.
Un incontro studio con i ragazzi delle terze medie della scuola “Gebbione – Bevacqua” è stato organizzato dal Rotary Reggio Calabria Sud Parallelo 38 e Rotary Reggio Calabria Nord nel quale sono state ripercorsi i momenti storici salienti di quel periodo con immagini di repertorio curate da Lorenzo Labate e i contributi di Filippo Zema figlio di un combattente protagonista di quei tragici eventi e Franco Cleopatri rappresentante dell’Unuci.
Il Liceo Classico “T. Campanella” ha invece inaugurato una mostra fotografica e documentaria dal titolo “Dalle leggi razziali allo sbarco degli alleati in Calabria” nella quale sono esposti documenti e fotografie gentilmente concessi dalla Soprintendenza Archivistica per la Calabria, dall’Archivio di Stato di Reggio e dall’archivio privato della famiglia Marrari, in riferimento alle vicende relative alla liberazione dei 1500 internati nel Campo Ferramonti di Tarsia la cui pagina è stata definita dall’Assessore provinciale alla Cultura Eduardo Lamberti Castronuovo "una pagina da libro cuore" in virtù del nobile esempio fornito dal comandante Marrari.
Hanno dato vita ai lavori per la giornata insieme all’Assessore Lamberti, il dirigente scolastico del Liceo classico Campanella Maria Rosaria Rao, Mirella Marra direttore dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, Francesca Tripodi della Soprintendenza Archivistica per la Calabria e Maria Cristina Marrari figlia del comandante di Ferramonti.
Un ulteriore occasione dunque per riflettere e mai dimenticare quanto accaduto al popolo ebreo in quell’ottica della storia maestra di vita e fonte quindi di monito per quanto non si debba mai più verificare.
Angelita Tomaselli
Venerdì 27 gennaio 2012
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