Legacoop Calabria: "Strutture psichiatriche, non si può rimandare più"

Autore Redazione Web | gio, 11 apr 2024 12:29 | Legacoop Strutture-Psichiatriche

Una situazione che continua a creare polemiche quella legata alle strutture psichiatriche reggine 

Nel pomeriggio del 9 aprile si è tenuto presso la Prefettura di Reggio Calabria, un ulteriore incontro concernente l’annosa ed angosciante vicenda riguardante le strutture residenziali psichiatriche. L’incontro è stato convocato e presieduto da Sua Eccellenza il Prefetto di Reggio Calabria, Legacoop ed Unicoop si erano rivolti, stante la perseverante mancanza di risposte da parte dell’ente pubblico.

Infatti in data 31 gennaio, in un precedente incontro, sempre dinanzi al Prefetto, si individuava come possibile soluzione alla problematica l’avvio di un percorso di riconversione delle strutture psichiatriche da parte delle cooperative sociali in altra tipologia, cioè del tipo RSA (anziani e/o disabili). Percorso prospettato come unica possibilità che nel breve termine consente di salvaguardare strutture esistenti, i pazienti ed il lavoro degli operatori. Da qui Regione ed ASP, dinanzi al Prefetto, assumevano l’impegno ad agire concretamente ed in tempi molto brevi per pervenire alla riconversione delle stesse. D’altro canto le cooperative e le organizzazioni di riferimento, si sono affrettati a formulare ufficialmente all’ Azienda Sanitaria l’adesione a tale percorso.

Si è giunti così, trascorsi inutilmente più di due mesi, a dover richiedere il “nuovo” incontro presso la Prefettura nel quale la Struttura Commissariale della Regione, si è dimostrata latitante non avendo presenziato all’incontro né dato alcun riscontro alla convocazione del Prefetto, né "giustificato" l’assenza. Circostanza di per sé oltremodo grave, ancor di più se si considera l’atteggiamento complessivo tenuto dall’ente rispetto alla problematica della psichiatria, verso cui si è manifestata particolare passività, che desta diverse preoccupazioni e fa sorgere inquietanti interrogativi. Ad esempio, come la stessa Regione ammette nel documento di programmazione (Rete Territoriale Regionale), “in molte strutture (psichiatriche) esistono liste di attesa significative, mentre il ricorso a ricoveri fuori regione risulta con riferimento all’anno 2019 pari a circa 900 pazienti psichiatrici di cui circa 200 all'anno su disposizione

dell'autorità̀ giudiziaria.“ Senza considerare che molti pazienti del “reggino” sono “accolti” presso strutture site in altre province calabresi e che molti altri devono rinunciare alle cure. Insomma un disastro, sul piano economico-finanziario, un dramma sociale per pazienti costretti a curarsi fuori dal proprio contesto o, ancor peggio, a rinunciare ad ogni cura. Un

disinteresse tombale, al riguardo, da parte della Regione, che non può trovare giustificazione alcuna e che desta diverse perplessità.

Valutato quanto emerso le parti sociali hanno prospettato, innanzi al Prefetto, come unica soluzione possibile per evitare la chiusura delle strutture, la necessità di pervenire entro un brevissimo tempo alla predisposizione ed alla sottoscrizione tra le parti (ASP. Regione e Cooperative) di un apposito “contratto transitorio” attraverso cui si possano stabilire, con certezza, le modalità del percorso, i requisiti tecnici ed organizzativi delle strutture, dando ad esse, sin dalla sottoscrizione di tale contratto transitorio, la possibilità di accogliere i pazienti. Solo attraverso questo adempimento sarà possibile evitare la chiusura delle strutture, la perdita dei posti di lavoro, ed il conseguente ulteriore aumento della migrazione sanitaria nel settore che va ad “ingrassare” voci di bilancio in uscita per l’ente.

Non possiamo che apprezzare l’impegno di Sua Eccellenza il Prefetto, a cui vanno i Nostri ringraziamenti per la grande sensibilità dimostrata alla problematica e che, nel ritenere urgente una definizione della stessa, ha acconsentito alla nostra richiesta di riconvocare le parti sociali per il prossimo 22 Aprile.

Per tale data, ci auguriamo che Regione ed ASP provvedano a dar seguito agli impegni assunti; in mancanza l’esistenza delle strutture in questione potrà considerarsi definitivamente conclusa. Le cooperative saranno costrette a ricorrere ai licenziamenti preannunciati ed avviare tutte le azioni necessarie a tutela del proprio operato. L’Ente pubblico dovrà assumersi ogni responsabilità al riguardo, compreso quelle che dovessero destare l’interesse dell’autorità giudiziaria.


Aggiornamenti e notizie