La curiosa storia della simpatica vecchietta amata dai bambini
*Di Raffaella Imbrìaco
Con la celebrazione della festa dell’Epifania, si conclude il periodo natalizio. Ma per i più piccoli la giornata del 6 gennaio assume anche un’altra connotazione, di natura non propriamente religiosa. La fatidica data segna l’arrivo della Befana, la vecchina portatrice di doni per tutti i bambini buoni del mondo. Facendo un salto indietro nel tempo di qualche decennio, è bene ricordare che per i bambini degli anni 60/70 la Befana era l’unica e sola dispensatrice di regali. Non era ancora convenzionale in Italia la tradizione di Babbo Natale mentre il barbuto personaggio in abito rosso, si prodigava già nello svolgimento del suo compito in varie parti del mondo. In America e nei paesi del Nord Europa per la precisione, per poi lentamente estendere pian pianino il suo operato e la sua fama in tutto il pianeta. Con la conseguenza che i bambini di allora, non conoscendo l’esistenza di Santa Claus, se non in sparute località , finivano per ricevere i doni della festa soltanto dalla Befana un giorno prima di rientrare a scuola dalle lunghe vacanze natalizie.
A pensarci bene con gli occhi di oggi, si trattava di una vera e propria ingiustizia. Dover aspettare la data fatidica del 6 gennaio voleva dire vivere nell’attesa di un qualcosa che si sarebbe verificato solo due settimane dopo la chiusura delle scuole, esattamente 24 ore prima di dover rimettersi a studiare. Così i trenini elettrici, le bambole con il loro nutrito guardaroba, le culle e i passeggini ,le piste con le macchinine telecomandate e tutti gli altri giocattoli esistenti sul mercato di circa mezzo secolo fa, finivano per essere sognati, anelati, desiderati ardentemente senza poterne testare la consistenza e la bellezza e potervici giocare prima del 6 gennaio.
Ma forse quell’attesa conteneva in sé qualcosa di bello e addirittura di magico. La possibilità di sognare e di desiderare qualcosa, magari idealizzandolo o semplicemente immaginandolo e di attribuire ad esso più valore. L’esatto contrario di quello che la società attuale ci propone con la continua e vorticosa offerta commerciale che ci invoglia continuamente a comprare oggetti che perdono di interesse non appena ad essi si sostituiscono nuovi articoli più elaborati e sofisticati. Il moderno Babbo Natale e la Befana non fanno mancare nulla ai bambini di oggi, divenuti oramai elementi di sofisticati ingranaggi di una politica di marketing ben mirata, che riempie sempre più le case dei consumatori lasciando però in molti bimbi destinatari dei doni, un palpabile senso di insoddisfazione, in linea perfetta con i principi del consumismo più spietato.