Conosciuto come il più grande dei 15 campi di internamento, venne ordinata la sua costruzione da Benito Mussolini nell'estate del 1940
Il 27 Gennaio del 1945 il mondo conosceva l'orrore dei campi di concentramento, in particolar modo quello di Auschwitz, tristemente passato alla storia come un vero e proprio luogo di crudeltá.
In Calabria, il campo di concentramento venne costruito a Tarsia, in provincia di Cosenza, precisamente a Ferramonti.
Conosciuto come il più grande dei 15 campi di internamento, venne ordinata la sua costruzione da Benito Mussolini nell'estate del 1940 all'indomani dell'entrata nella Seconda Guerra Mondiale dell'Italia.
Il primo gruppo di 160 ebrei provenienti da Roma arrivó al campo di concentramento di Ferramonti il 20 giugno 1940. Considerata la sua natura di luogo di detenzione, con una struttura a baraccamenti e una recinzione fatta da una staccionata di legno sormontata da una linea di filo spinato, le condizioni di vita nel campo tuttavia rimasero sempre discrete e umane. Nessuno degli internati fu vittima di violenze o fu direttamente deportato da Ferramonti in Germania
Secondo i documenti storici, le uniche vittime uccise del campo di concentramento di Ferramonti furono quattro persone vittime di un mitragliamento da parte di un caccia alleato durante un duello aereo con un velivolo tedesco sopra il campo (27 agosto 1943).
Il 14 settembre 1943 il campo fu liberato dalle truppe britanniche. Il campo rimase aperto sotto una direzione ebraica, supervisionata dagli inglesi, fino alla fine della guerra. Molti degli ex internati seguirono le forze armate alleate.
Scatto storico a cura di FONDAZIONE MUSEO FERRAMONTI