L’attualità di un testo del filosofo e sociologo Gustave LeBon
Di Raffaella Imbrìaco
Negli ultimi giorni molto interesse mediatico sta suscitando la notizia di più di 200 pullman che provenienti da Napoli si sono diretti a Roccaraso per trascorrere una giornata sulla neve. Di per sé la cosa non sarebbe stata particolarmente rilevante se dietro quella fiumana di persone che, decidevano di recarsi nell’amena località sciistica abruzzese, non vi fosse stata la sollecitazione di una influencer partenopea molto seguita in rete. Potenza dei social capaci di muovere masse enormi di persone che accorrono senza fiatare all’invito mandato attraverso il web da una tale signora che non fa mistero di ricorrere alla chirurgia estetica.
Ma cosa c’è che non va in questa vicenda? Tecnicamente nulla, considerando che quella massiccia presenza, non assolutamente obbligata da alcuno, avrà sicuramente portato vantaggi economici alla cittadina abruzzese e fatto trascorrere una giornata memorabile a tantissime persone. Ma al di là dell’episodio che probabilmente sarà replicato in altra località turistica a breve, occorre riflettere sul potere che i social hanno attribuito a gente comune, che grazie alla presenza costante in rete, sono diventate Guru del web. Gli influencer, nati per sponsorizzare marchi di prodotti di bellezza e capi di moda, spopolano oramai sui canali più noti prodigando consigli utili (o inutili a seconda dei punti di vista), raccontando la loro vita, spiattellando particolari della loro quotidianità e diventando per molti, esempi da seguire. Sicchè dietro le esternazioni più o meno gradevoli di questi “esperti”, esiste una lettura più profonda che ad un esame più dettagliato, ci induce a pensare a quanto i soggetti in questione siano in grado di influenzare enormi quantità di persone.
L’antropologo e psicologo francese Gustave Le Bon nel 1895 scrisse un saggio che risulta essere ancora di grande attualità, intitolato La psicologia delle folle: un’analisi del comportamento delle masse. Nell’interessante manuale la folla intesa come raggruppamento umano, acquista un’anima collettiva ed una forza irrazionale che la porta ad agire meccanicamente come se fosse sotto l’effetto ipnotico. L’anima collettiva, dominata dall’inconscio predomina e l’individualità si annulla, l’omogeneità prende il posto dell’ eterogeneità e la mediocrità prende il sopravvento. La suggestione collettiva determinata dalle parole dell’ipnotizzatore diventa contagiosa e si espande a dismisura.
A pensarci bene trattasi di una teoria di una modernità spaventosa che evoca scenari inquietanti nei quali la suggestione di massa è assoluta protagonista. Si tratta di modelli comportamentali già avvenuti nel passato ma replicabili anche nel futuro, assai più pericolosi degli intendimenti degli innocui influencer che, probabilmente, non hanno in mente di rivoluzionare la società , ma semplicemente di diventare ricchi e famosi...Come aveva ragione il grande Umberto Eco quando affermava che i social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.