Il terremoto colpí la regione calabra nella giornata dell'antivigilia delle Palme
Era il 27 Marzo del 1638 quando un terremoto colpí la Calabria centrale. Secondo fonti storiche, tra il 27 e il 28 Marzo si verificarono tre differenti scosse che portarono alla morte di oltre 30mila persone.
La prima scossa si registró alle ore 22 circa del 27 Marzo nell'area del Crati di una magnitudo 11 della scala Mercalli (equivalente alla 7 della Richter): complessivamente vennero distrutti 17 centri abitati e i danni furono ingenti fino alle zone di Reggio Calabria. La scossa venne avvertita anche in Basilicata e in Campania.
Domenica 28 Marzo altre due scosse vennero registrate, l'epicentro a Nicastro registró una quantitá elevatissima di danni tanto da causare il conseguente spopolamento della zona del lametino. Nella zona di Pizzo, a seguito della seconda scossa, il mare si ritiró di quasi 4 km, provocando in seguito la distruzione totale del litorale.
Secondo i racconti ed i documenti tramandati, una forte scossa precedette le tre del Marzo 1638, quando nel Gennaio dello stesso anno un'altra forte scossa destabilizzó la regione calabrese. Altre invece furono registrate nel mese di Aprile, non causando peró ingenti danni.
Le scosse del Marzo 1683 causarono conseguente importanti anche legate all'ambiente naturale della Calabria come la creazione di "laghi" con acqua stagnante e infetta tanto da provocare la diffusione della Malaria in maniera ancora piú importante.
All'epoca, la Calabria apparteneva al Regno di Napoli, sotto il dominio del re Filippo IV.
Foto: INGV