Le organizzazioni si dichiarano favorevoli al superamento del “ghetto” e alla demolizione dei cosiddetti “mostri edilizi”
Le organizzazioni sociali attive nel quartiere di Arghillà esprimono profonda preoccupazione per lo sgombero imminente del comparto 6 degli alloggi ATERP di Arghillà Nord, disposto con ordinanza sindacale n. 27 del 26 marzo 2025. Un provvedimento che, pur riconoscendo l’urgenza legata a gravi carenze strutturali e pericoli per l’incolumità degli abitanti, rischia di aggravare ulteriormente la condizione di fragilità sociale vissuta da numerosi nuclei familiari del territorio.
Le associazioni: Consorzio Ecolandia, Cooperativa Collina del Sole, Coordinamento di quartiere Arghillà, Energie di Comunità e la Parrocchia Sant’Aurelio Vescovo, sottolineano come non si possa più parlare di emergenza, dal momento che le criticità degli alloggi pubblici di Arghillà Nord sono note da anni. E ribadiscono: “È tempo di uscire dalla narrazione dell’emergenza continua e di avviare una seria programmazione.”
Durante un recente confronto con i rappresentanti del Comune e con la Prefetta, le organizzazioni hanno preso atto della necessità di liberare il comparto per ragioni di sicurezza. Tuttavia, mettono in evidenza che l’abuso edilizio, pur da perseguire, non può oscurare le profonde difficoltà nell’accesso al diritto all’abitazione, in particolare per le persone in condizioni economiche e sociali precarie.
Un piano di delocalizzazione, non di esclusione
Le realtà sociali presenti nel quartiere ribadiscono che le sistemazioni temporanee in strutture comunitarie non possono rappresentare una risposta dignitosa e stabile, soprattutto per famiglie con minori. Ritenere che nuclei familiari possano “trasferirsi da parenti” per il solo fatto di essere registrati nella stessa scheda anagrafica significa ignorare l’irregolarità delle condizioni abitative e le sue conseguenze amministrative.
Le organizzazioni propongono quindi un piano di trasferimento strutturato che preveda:
L’individuazione di alloggi pubblici vuoti, anche tra quelli confiscati;
Il coinvolgimento sinergico di tutti i settori del Comune e dell’ATERP;
L’assenza di giudizi morali sulle famiglie che hanno occupato per necessità;
Agevolazioni per l’accesso agli affitti.
Disponibilità istituzionale e richiesta di concretezza
Nel corso del primo incontro concesso alle organizzazioni sociali, la Prefetta, il vicesindaco Paolo Brunetti e l’assessora Lucia Nucera hanno manifestato disponibilità nel censimento dei nuclei familiari più fragili, impegnandosi nella ricerca di soluzioni abitative dignitose, con un’attenzione particolare per i minori e le persone con disabilità.
“Apprezziamo l’apertura al dialogo dimostrata dalle istituzioni – si legge nella nota congiunta – e confidiamo che agli impegni verbali seguano azioni concrete per superare l’emergenza abitativa nel rispetto della dignità umana.”
Una visione per il futuro di Arghillà
Le organizzazioni si dichiarano favorevoli al superamento del “ghetto” e alla demolizione dei cosiddetti “mostri edilizi”, come già avvenuto in altri quartieri d’Italia. Ma sottolineano che qualsiasi processo di riqualificazione urbana deve necessariamente partire dal riconoscimento del diritto all’abitazione sancito dalla Costituzione e dal diritto internazionale, soprattutto per i più fragili.
“Solo così, concludono, sarà possibile costruire un futuro diverso per Arghillà, basato sull’inclusione, la dignità e la giustizia sociale.”