Un pensiero per tutte le mamme a firma di Melania Lingria
Qual è il miglior modo per festeggiare la mamma...?
Celebrarla e ringraziarla per essere stata imperfetta.
Forse non ricordiamo che per lei è stata la prima volta...
La prima volta a tenere in braccio un essere piccolissimo, incapace di fare qualcosa, bisognoso di cure e di guida.
Lei, la prima volta, ha sbagliato a cambiare il pannolino, a mettere la giusta dose di latte nel biberon, ad allacciare le prime scarpette.
La sua prima volta senza dormire di notte, la sua prima volta come "responsabile" di un altro essere umano.
La sua prima volta senza sapere chi fosse, adesso che era diventata madre.
Mille domande e nessuna risposta.
Tentativi falliti per trovare la giusta soluzione, cambiamenti continui per adeguarsi alla migliore versione di noi, mentre commetteva l'errore di perdere se stessa.
In silenzio, senza farsi notare, ha cambiato se stessa, per adattarsi alle nostre necessità, ai nostri cambi di umore, ai nostri sogni.
Presente quando eravamo troppo piccoli per comprendere il suo amore e quando eravamo troppo grandi e impegnati per vedere che, anche nei giorni peggiori dava il meglio di sé.
Preoccupata per ciò che facevamo e " troppo" preoccupata per ciò che avremmo potuto fare.
Indifferente quando la paragonavamo alle altre madri che ritenevamo migliori.
Ad ogni versione di noi, lei rispondeva con una versione di se stessa, ricevendo giudizi e critiche.
Metteva la sua vita in pausa ogni volta che doveva esserci per affrontare una nuova tappa della nostra vita.
Ha preso decisioni con paura, con sensi di colpa, con dubbi, ma le ha prese per il nostro bene e tutte le volte che l'abbiamo mandata via, le è rimasta.
Tutte le volte che le abbiamo detto di non intromettersi, lei è rimasta.
Tutte le volte che le abbiamo ricordato quanto ha sbagliato, lei è rimasta.
Magari, oggi, potremmo festeggiarla dicendole che ha fatto tutto bene, potremmo celebrarla per non essere stata perfetta, ma forte, per averci provato mille volte, per non aver saputo cosa fare e per avelo fatto, perché sapeva per "chi" doveva farlo... Per un amore costante che non ha mai ricevuto applausi.
Di Melania Lingria