Via Marina, la protesta dei chioschi: "Senza corrente, bruciamo gruppi elettrogeni. Turismo? Così è impossibile lavorare" [VIDEO]

Autore Giorgia Rieto | mar, 13 maggio 2025 15:25 | Reggio-Calabria Chioschi Via-Marina

Parla uno dei titolari delle nuove attività sul Lungomare di Reggio Calabria

Sono stati inaugurati da pochi giorni, ma rischiano già di chiudere. I nuovi chioschi installati lungo la Via Marina bassa, voluti per dare un volto rinnovato al turismo cittadino, sono al centro di una polemica accesa. A parlare è uno dei titolari, che denuncia la situazione paradossale in cui versa la sua attività:

"Il mio chiosco è stato inaugurato il 29 aprile. A inizio mese avevamo già fatto richiesta per ottenere il contatore della luce, come da indicazione dell’amministrazione comunale. Ma da allora nessuno ci ha più risposto. Gli uffici competenti si stanno letteralmente lavando le mani."

La conseguenza? L’uso forzato di gruppi elettrogeni – che si rivelano non solo inadeguati, ma anche pericolosi:

"Stamattina abbiamo bruciato il secondo gruppo elettrogeno. E la nafta la paghiamo noi, a nostre spese. Così come tutti i prodotti che serviamo: ma se non abbiamo elettricità, non possiamo neanche conservarli. Oggi, per l’ennesima volta, siamo stati costretti a mandare la merce indietro."

Un danno economico notevole, aggravato dalla mancanza di risposte:

"Chiediamo, chiamiamo, sollecitiamo. Ma dagli uffici nessuno ci risponde. Se questo è il modo in cui Reggio Calabria vuole fare turismo, siamo messi male."

L’aspetto più grave, secondo il gestore, è il trattamento riservato dagli stessi enti pubblici:

"Non solo ho già pagato il primo canone di affitto, ma adesso il Comune mi chiede pure di anticipare i soldi per il contatore. Perché, dicono, al momento non possono pagarlo loro. È assurdo. Intanto io ho tre dipendenti regolari da pagare, ma se la situazione continua così, dovrò mandarli a casa."

Un grido d’allarme che si unisce a quello di altri operatori del settore, che temono l’ennesima occasione mancata per rilanciare il turismo in città.

"Si parla tanto di valorizzazione del territorio, di accoglienza e attrattività. Ma alla prova dei fatti, chi lavora sul campo viene abbandonato."

Il rischio concreto, ora, è che molti chioschi siano costretti a chiudere ancor prima dell’arrivo della stagione estiva. E che l’ennesimo progetto, nato per rivitalizzare il centro cittadino, si trasformi in un boomerang di polemiche e occasioni perse.


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