Il dramma della disoccupazione: lasciati a casa i vincitori di concorso del MIM per 1956 posti in Cultura, Giustizia e Istruzione

Autore Giorgia Rieto | mar, 13 maggio 2025 16:37 | Tirocinanti Disoccupazione Miur

Sono circa 347 i lavoratori che, dopo anni di precariato, sacrifici, studio e una selezione pubblica regolarmente vinta, oggi si ritrovano disoccupati

È un grido di allarme quello che si leva dalle istituzioni scolastiche calabresi e da centinaia di lavoratori, vittime di una situazione paradossale e profondamente ingiusta. Dal 5 maggio, infatti, i vincitori di concorso del MIM (Ministero dell’Istruzione e del Merito, ex MIUR), assunti per coprire 1956 posti in ambito Cultura, Giustizia e Istruzione, sono stati improvvisamente lasciati a casa, privati della continuità di servizio garantita invece agli altri dipartimenti coinvolti nella stessa procedura concorsuale.

Sono circa 347 i lavoratori che, dopo anni di precariato, sacrifici, studio e una selezione pubblica regolarmente vinta, oggi si ritrovano disoccupati. Professionisti che hanno rappresentato un supporto fondamentale per il buon funzionamento delle scuole calabresi, e che ora subiscono non solo un’ingiustizia amministrativa, ma anche un pesante danno umano e professionale.

Il rimpallo di responsabilità tra istituzioni centrali e periferiche – in un silenzio assordante da parte sia dei sindacati che della politica – non fa altro che aumentare l’amarezza di chi si sente beffato. Nessuna risposta, nessuna rassicurazione, nessuna prospettiva. Solo preoccupazione crescente per il futuro, per la perdita dell’unica fonte di reddito e per le ripercussioni che questa situazione ha sulle vite personali, familiari e sociali dei lavoratori coinvolti.

Quella che si sta consumando è una ferita aperta nel mondo del lavoro pubblico, un cortocircuito burocratico che, oltre a calpestare i diritti dei vincitori di concorso, rischia di compromettere il regolare funzionamento degli istituti scolastici già messi a dura prova dalla carenza di personale.

I lavoratori si appellano al buon senso delle istituzioni affinché questa “falla” venga risanata con urgenza e che venga ripristinata la regolare prosecuzione del servizio. In caso contrario, si valuteranno azioni collettive e legali a tutela della dignità e dei diritti violati.

La speranza è che la politica e il Ministero tornino a fare ciò che è giusto, riconoscendo il valore del merito e della legalità. Perché il lavoro, quando è conquistato attraverso regolari concorsi pubblici, non può essere trattato come una variabile secondaria. Seguiranno aggiornamenti.

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