A riconoscere il gesto è stata anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che si è complimentata pubblicamente con il giovane militare
Un gesto che vale una vita. Un attimo che fa la differenza tra la disperazione e la speranza. Protagonista, in abiti civili e libero dal servizio, è Lorenzo Fascí, Carabiniere Scelto in forza alla Stazione di Albino (BG), originario di Reggio Calabria. Un nome che in poche ore ha fatto il giro del web per l’umanità e il sangue freddo dimostrati in un momento drammatico.
Era in viaggio con i suoi familiari lungo la Strada Statale 42, quando all’altezza di San Paolo d’Argon, Fascí nota una donna in bilico oltre il parapetto. È evidente: sta per compiere un gesto estremo. Ma il carabiniere sa come muoversi. Con delicatezza si avvicina, le parla con tono calmo e rassicurante, occhi negli occhi. E poi, con una prontezza che solo l’addestramento e un cuore pieno di senso del dovere possono spiegare, scavalca la recinzione. La afferra in un abbraccio che sa di umanità, la trae in salvo e le restituisce la vita.
Un intervento silenzioso, istintivo, ma carico di valore. Non solo professionale, ma profondamente umano.
A riconoscere il gesto è stata anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che si è complimentata pubblicamente con il giovane militare: “A Lorenzo Fascí va il ringraziamento di tutti. La sua prontezza e il suo coraggio ci ricordano cosa significa indossare una divisa, anche quando non la si porta addosso.”
Per la sua città natale, Reggio Calabria, Lorenzo è già un orgoglio. Per l’Italia intera, un esempio.