Giuseppe Trapani, disabile al 100% abbandonato dal sistema: 'Vivere così è umiliante, non è dignità'"

Autore Giorgia Rieto | gio, 15 maggio 2025 14:48 | Giuseppe-Trapani Reggio-Calabria Disabilità

La denuncia di Giuseppe giunta alla redazione di ReggioTv 

Si chiama Giuseppe Trapani, ha 67 anni, è nato e vive a Reggio Calabria, nel quartiere di Archi. È disabile al 100%, si muove con un girello e una carrozzina. Fino a pochi giorni fa risiedeva presso il centro “Casa Sorriso”, struttura che però, dal 13 maggio, ha cessato di accoglierlo. Oggi Giuseppe è solo, nella sua abitazione, senza assistenza, senza supporto, senza diritti rispettati.

“La segreteria dei Servizi Sociali mi ha detto che l’assistenza si paga 20,50 euro all’ora. Una cifra che non posso permettermi – racconta con amarezza – e mi sono cadute le braccia. È umiliante dover scegliere tra mangiare o avere qualcuno che ti aiuti ad alzarti dal letto. Non è vita, è sfruttamento quotidiano”.

Giuseppe è beneficiario della Legge 104/92, che dovrebbe garantire una serie di agevolazioni e diritti ai cittadini con gravi disabilità. Eppure, nella pratica, la tutela promessa resta spesso solo sulla carta. A Reggio Calabria – come in tante altre realtà italiane – la disabilità sembra ancora un problema da gestire, non una priorità da risolvere.

La denuncia sociale

La testimonianza di Giuseppe non è un caso isolato. È un grido che rappresenta tanti altri cittadini reggini disabili, lasciati soli, invisibili, ostaggio della burocrazia e dell’indifferenza. “Anche noi siamo reggini, tra i più onesti, paghiamo le tasse senza fiatare. Ma per ottenere qualcosa dobbiamo sottometterci. A voi che potete camminare, chiedo di non ignorarci”, scrive nella sua lettera.

Cosa prevede la normativa?

Ogni Comune, in base alla Legge Quadro 104/92 e ai fondi regionali o statali, può stanziare risorse per l’assistenza domiciliare gratuita o a tariffa agevolata per i disabili gravi e non autosufficienti. Il Comune di Reggio Calabria, secondo il Piano di Zona 2021-2023, aveva previsto servizi di assistenza, ma tra le difficoltà economiche dell’ente e i tempi biblici della burocrazia, i fondi spesso restano inaccessibili proprio a chi ne ha più bisogno.

L'appello alle istituzioni

Il caso di Giuseppe Trapani è una chiamata alla responsabilità. È compito delle istituzioni locali garantire i diritti fondamentali dei cittadini più fragili. È dovere della stampa, della società civile e degli stessi amministratori sensibilizzare, ascoltare e soprattutto agire.

Perché la dignità non può essere un lusso.

Perché anche Giuseppe, e tutti coloro nella sua condizione, meritano di vivere – non solo di sopravvivere.

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