Bambino escluso dalla gita per negligenza dell’Asp: indignazione a Monasterace

Autore Giorgia Rieto | sab, 24 maggio 2025 12:35 | Monasterace Gita Alecci Consigliere

La denuncia del consigliere Alecci

Una gita tanto attesa si è trasformata in un momento di dolore e profonda ingiustizia per Pasquale, un bambino di 10 anni con disabilità, rimasto escluso dall’uscita scolastica insieme ai suoi compagni a causa della mancata autorizzazione da parte dell’Asp di Reggio Calabria per l’assistenza infermieristica necessaria. Un episodio che ha scosso l’intera comunità calabrese, sollevando un’ondata di indignazione e richieste di verità.

Tutto era pronto: il pullman dotato di pedana, l’entusiasmo del piccolo Pasquale, la voglia di vivere un’esperienza scolastica come tutti gli altri. Eppure, l’inerzia burocratica ha rovinato tutto. L’autorizzazione richiesta tramite PEC per garantire la presenza di un infermiere specializzato non è mai arrivata. E così, nonostante le ripetute sollecitazioni, il bambino ha dovuto rinunciare alla gita e restare da solo in aula, lontano dai suoi amici e da un momento formativo che avrebbe avuto anche un grande valore emotivo e sociale.

Un fatto definito “vergognoso” dal consigliere regionale Ernesto Alecci, che ha voluto portare personalmente la sua solidarietà alla famiglia del piccolo. Lo stesso consigliere ha deciso di presentare un’interrogazione al Presidente della Regione e Commissario ad Acta per la Sanità Roberto Occhiuto, chiedendo di fare piena luce sull’accaduto e individuare le responsabilità.

Alecci ha evidenziato come, secondo quanto previsto dalla legge, in situazioni simili tutte le istituzioni coinvolte debbano agire in sinergia per garantire cure adeguate e piena inclusione. “Non si può rimanere in silenzio – ha dichiarato – di fronte a una tale mancanza di umanità e responsabilità. In Calabria episodi simili non devono accadere mai più”.

Il caso di Monasterace accende i riflettori su una realtà spesso ignorata: quella di famiglie costrette a lottare ogni giorno per i diritti fondamentali dei propri figli. La sanità calabrese, secondo il consigliere, non può risollevarsi solo con investimenti strutturali, ma ha bisogno di personale motivato, formato e dotato della sensibilità necessaria per ricoprire un ruolo tanto delicato.

L’auspicio è che questa vicenda non finisca nell’oblio, ma rappresenti un punto di svolta. Perché nessun altro bambino debba più sentirsi escluso. Perché il diritto all’inclusione e alla felicità non può essere ostacolato da una mancata risposta a una PEC.

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