Reggio Calabria, al Museo archeologico la mostra 'Vietato non toccare'

Autore Antonio Spina | mer, 28 maggio 2025 21:07 | Museo Progetto Scuola Carcere

Esposizione inclusiva su percorso condiviso con carcere e scuola

Il Museo archeologico nazionale di Reggio ha ospitato la conferenza di chiusura del progetto "Laboratorio Tattile-Vietato non Toccare al MArRC", iniziativa sperimentale e inclusiva realizzata in collaborazione tra il Museo, la Sezione carceraria del Liceo Artistico "M. Preti-A.Frangipane", la Casa Circondariale di Arghillà e l'Associazione Ashiafatima.

"Il progetto, sviluppato nei mesi scorsi all'interno della struttura penitenziaria reggina - è detto in una nota - ha coinvolto un gruppo di detenuti in un percorso formativo dedicato alla riproduzione tattile di reperti archeologici. Guidati dagli operatori museali del MArRC e dai docenti del Liceo, i partecipanti hanno potuto sperimentare tecniche artistiche, approfondire la conoscenza del patrimonio culturale e contribuire alla realizzazione di manufatti ispirati ai beni conservati al Museo. L'iniziativa si inserisce nell'ambito delle attività del Museo dedicate all'accessibilità, all'educazione al patrimonio e alla cittadinanza attiva, con l'obiettivo di rendere il museo uno spazio sempre più aperto, inclusivo e capace di generare valore sociale".

"Con questo progetto - ha affermato il Direttore del MArRC Fabrizio Sudano - abbiamo voluto ribadire il ruolo fondamentale che la nostra struttura deve avere nella società: essere uno spazio di dialogo, di crescita e di inclusione. Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come il patrimonio culturale possa diventare strumento di partecipazione attiva e di riscatto personale, anche in contesti difficili come quello carcerario. Attraverso il linguaggio universale dell'arte, abbiamo costruito ponti tra realtà diverse, promuovendo la conoscenza, il rispetto e la consapevolezza di sé e degli altri".

"È con profonda soddisfazione - ha dichiarato la dirigente scolastica del liceo Preti Frangipane, Lucia Zavettieri - che presentiamo l'esito del progetto didattico che ha visto protagonisti i nostri studenti detenuti nella realizzazione di riproduzioni tattili di reperti custoditi nel Museo Archeologico di Reggio. Questo percorso, nato dalla sinergia tra scuola e Istituzioni, ha rappresentato un'esperienza formativa di grande valore, capace di coniugare arte, storia e inclusione. Si tratta di un esempio concreto - ha aggiunto - di come il liceo artistico possa essere laboratorio di cittadinanza attiva, innovazione e responsabilità sociale".

Nel corso dell'iniziativa sono stati presentati i manufatti realizzati durante i laboratori insieme alle testimonianze dei protagonisti. Hanno partecipato inoltre rappresentanti dell'amministrazione penitenziaria, del mondo museale e scolastico e una rappresentanza di studenti dell liceo artistico.

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