Calabria, Slc Cgil e Uilposte proclamano sciopero: "Basta con le promesse non mantenute"

Autore Redazione Web | gio, 29 maggio 2025 15:51 | Poste Sindacati Lavoratori Sciopero

Obiettivo tutelare i diritti e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori in poste italiane

"Con la proclamazione della giornata di sciopero del 03/06/2025, SLC CGIL ed UIL POSTE dicono basta alle continue e vane promesse che vengono ripetutamente fatte, e poi non mantenute, da Poste Italiane. La situazione dei lavoratori è continuamente peggiorata negli ultimi anni e adesso si prospetta un ulteriore ridimensionamento del personale in tutti i settori che compongono il 'mondo lavorativo postale'”.

Così in una nota stampa le Segreterie Regionali Slc Cgil Poste–Uil Poste proclamano lo sciopero delle prestazioni ordinarie per l'intero turno di lavoro per dire basta alle promesse non mantenute, per rivendicare un salario più alto e il rispetto dei diritti e della sicurezza in poste italiane.

"Ad aggravare un quadro lavorativo già critico, si aggiunge il tema della sicurezza: sono mesi che denunciamo l’esistenza di un parco motomezzi usurato, la mancata sostituzione delle divise e dei DPI ai lavoratori addetti al recapito, le condizioni di microclima non in linea con le normative di legge all’interno degli uffici postali (dove spesso gli impianti di areazione non funzionano), la mancanza di arredi conformi nelle sale di consulenza, spazi angusti non a norma e sedute ormai usurate che obbligano i lavoratori a tenere una postura non corretta che a lungo termine potrebbe diventare la causa di malesseri fisici importanti - dichiarano i rappresentanti di categoria.

La Slc Cgil poste e la Uil poste della Calabria non rimarranno inermi di fronte a chi pensa di poter giocare e speculare sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori poste italiane".

 "Infine, rimane sullo sfondo il progetto del Governo che mira ad effettuare una ulteriore Privatizzazione di Poste Italiane che, da un lato produrrebbe solo un timido ristoro alle Casse dello Stato, ma dall’altro costituirebbe una grande minaccia per il futuro della più grande azienda italiana" - concludono le Segreterie Regionali.


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