Nel dossier si denuncia anche il "finanziamento fantasma” dell’Alta Velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria
Un dossier dettagliato, consegnato al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ha riportato con forza l’attenzione su una serie di criticità che affliggono la Calabria e in particolare l’area metropolitana reggina. A esprimere le istanze del territorio, in qualità di primo cittadino, è stato il sindaco di Reggio Calabria, che pur senza clamori ha messo sul tavolo questioni cruciali, chiedendo risposte puntuali e impegni concreti.
Tra i nodi principali, il taglio del 70% delle risorse per la manutenzione delle strade provinciali, deciso recentemente dal Governo, che in Calabria si traduce in 8 milioni di euro in meno. Un taglio giudicato drammatico in una regione in cui solo nella Città Metropolitana servono oltre 400 milioni per ripristinare una rete viaria martoriata, fatta di ponti, viadotti e collegamenti interni spesso ridotti a mulattiere.
Nel dossier si denuncia anche il "finanziamento fantasma” dell’Alta Velocità ferroviaria fino a Reggio Calabria: una promessa mai davvero mantenuta. In parallelo, si torna a chiedere con urgenza l’elettrificazione e il raddoppio della linea ferroviaria jonica, infrastruttura fondamentale per collegare aree marginalizzate e spesso dimenticate.
Centrale anche il tema del completamento della Statale 106, infrastruttura strategica ma ancora incompiuta, e quello dei progetti del PNRR tagliati o ridimensionati, riguardanti sanità, scuola, sport, beni confiscati e viabilità. Una vera e propria manovra di sottrazione di risorse definite “strategiche” per la tenuta sociale e lo sviluppo del Mezzogiorno.
Un passaggio importante riguarda il dirottamento dei fondi di Coesione verso il progetto del Ponte sullo Stretto: risorse che, nelle intenzioni originarie, dovevano essere aggiuntive e che oggi risultano “sostitutive, se non addirittura sottratte al Sud”. Il Ponte, afferma il primo cittadino, interessa, ma non può essere uno scambio. Non può arrivare a costo della rinuncia ad altre opere fondamentali.
«Ci interessa che le comunità locali siano realmente coinvolte nei processi decisionali. Che Villa San Giovanni, Campo Calabro, Reggio Calabria non siano sventrate dagli eventuali cantieri. Ci interessa sapere cosa succederà con gli espropri, come saranno superate le numerose prescrizioni tecniche già sollevate, e che tipo di controlli verranno attivati per prevenire infiltrazioni mafiose, anche alla luce delle osservazioni del Presidente della Repubblica».
Parole nette, quelle del sindaco, che richiamano a una visione di sviluppo radicata nei territori, attenta alla legalità e alla sostenibilità. Non un no al Ponte, ma un forte sì al rispetto per il Sud, che chiede infrastrutture, partecipazione e diritti.