Il Consiglio comunale di Reggio Calabria ha approvato il Rendiconto della gestione per l’esercizio 2024 con 17 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto. Riunitosi in seconda convocazione nell’Aula consiliare “Pietro Battaglia”, sotto la presidenza di Vincenzo Marra e con l’assistenza giuridico-amministrativa della segretaria generale Antonia Criaco, il civico consesso si è aperto con un minuto di silenzio su invito dalla consigliera Deborah Novarro in memoria di Martina Carbonaro e contro la violenza di genere, proposta a cui si è aggiunta anche quella del consigliere Saverio Pazzano per le vittime palestinesi a Gaza.
L’approvazione del rendiconto 2024 è stata accolta come una tappa decisiva nel percorso di risanamento e rilancio della città. Dopo anni segnati da criticità strutturali e finanziarie, l’Amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà rivendica ora una gestione trasparente, responsabile e orientata allo sviluppo. Una visione che, pur tra polemiche e divisioni politiche, sembra aver trovato riscontro nei dati e nell’operatività sul territorio.
A relazionare sull’unico punto all’ordine del giorno è stato l’assessore al Bilancio Domenico Battaglia che, dopo aver ringraziato il settore Finanze del Comune per il lavoro svolto, ha rilevato che "il Rendiconto di gestione va a suggellare il buon andamento del percorso intrapreso dall’Amministrazione comunale e fotografa una situazione di normalità ormai consolidata. Battaglia ha rimarcato inoltre come tutti gli indicatori presi in considerazione nel redigere il documento contabile certifichino il pieno rispetto del 'Patto' stipulato con il governo nazionale, a partire dalla garanzia della quota di recupero del disavanzo che nel triennio 2020/22 si è attestata a 163 milioni di euro più l’ulteriore recupero di 45 milioni nel biennio 2023/24. La copertura dei servizi a domanda individuale si attesta al 60,6%, in miglioramento rispetto al precedente esercizio". L’assessore, tra le altre cose, ha anche ricordato che "l’ente non ha contratto nuovi mutui e prestiti in attuazione di una politica di riduzione dell’indebitamento, passando poi in rassegna alcuni dei progetti più significativi messi a terra o comunque avviati dall’Amministrazione comunale".
A ricordare che si è partiti da una situazione in cui l’ente era deficitario e le società comunali rischiavano il fallimento è stato il consigliere Antonino Castorina che, di contro, ha richiamato l’attuale prospettiva di certezza e di trasparenza nella gestione dei conti. Sulla stessa linea anche il consigliere Francesco Barreca, mentre il consigliere Pazzano ha rilevato la necessità di un bilancio sociale e partecipato e ha auspicato una riflessione urgente sul tema della vulnerabilità sociale e materiale. Il consigliere Antonino Minicuci ha posto in risalto il blocco di oltre 1,5 milioni di euro perché si è sforato di un’inezia (30,89 giorni in media) il tempo di pagamenti previsto dalle direttive europee (sotto i 30 giorni), richiamando l’attenzione anche sulla mancata attuazione del baratto amministrativo e del condono edilizio. Dure critiche anche dal consigliere Massimo Ripepi che ha accusato l’Amministrazione di alterare la realtà a fronte di una città in cui, a suo dire, non è stata conclusa neanche una delle tante opere annunciate.