Reggio Calabria celebra il 211° Anniversario dell’Arma dei Carabinieri: “Un futuro che non si aspetta, ma si prepara"

Autore Giorgia Rieto | gio, 05 giu 2025 11:02 | Arma-Dei-Carabinieri Reggio Calabria

Un forte legame con il territorio, l’impegno per i giovani e un richiamo ai valori fondanti dell’Arma

Una giornata carica di significato quella vissuta nella città dello Stretto, in occasione del 211° Anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, che ha coinciso con il 110° anniversario dei combattimenti sul Podgora nella Prima Guerra Mondiale. Proprio per quegli eroici fatti, nel 1920 la Bandiera dell’Arma ricevette la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare. E oggi, a Roma, la stessa bandiera si arricchisce di un ulteriore riconoscimento: la Medaglia d’Oro al Valor Civile, per la costante tutela dei minori.

A parlare è stato il Comandante Provinciale dell’Arma, che ha voluto rivolgere il proprio saluto alle autorità e ai cittadini, sottolineando come questa data sia simbolo di un legame indissolubile tra i Carabinieri e la popolazione italiana. “Da nord a sud – ha dichiarato – l’intero Paese si raccoglie idealmente attorno all’Arma, riconoscendone il ruolo di garante delle comunità e dei valori democratici”.

Il cuore della cerimonia: i giovani e la cultura della legalità

Uno dei passaggi più significativi del discorso ha riguardato il ruolo dei giovani nella costruzione dell’Italia di domani. Attraverso una serie di progetti culturali, artistici e di educazione civica, gli studenti della Città Metropolitana di Reggio Calabria sono stati protagonisti di un percorso che ha trovato espressione concreta in una mostra allestita all’interno del Museo Archeologico Nazionale.

“Se c’è un tempo della vita che non va mai sprecato, è quello in cui parliamo ai giovani” – ha detto il Comandante, citando la prefazione del calendario dell’Arma 2025 – “perché istruzione e legalità sono due facce della stessa medaglia. Investire oggi sull’educazione significa costruire la legalità di domani”.

Un richiamo importante anche alla povertà educativa, che può generare devianza e fragilità sociale: “Senza un’adeguata formazione, i ragazzi rischiano di diventare vittime inconsapevoli di un arretramento collettivo”.

L’Arma e le nuove sfide del presente

Il discorso ha evidenziato come l’Arma dei Carabinieri sia oggi chiamata ad affrontare “nuovi campi di battaglia”, definiti domini strategici globali dove si giocano partite decisive per il futuro del Paese. Un riferimento ai mutamenti geopolitici e tecnologici, ma anche alla crescente richiesta di competenze e professionalità.

“La formazione è una priorità strategica”, ha spiegato il Comandante, illustrando il modello educativo dell’Arma, basato sull’equilibrio tra sapere, saper essere e saper fare. “L’obiettivo – ha aggiunto – è far interiorizzare valori che non si trovano nei codici, ma che sono alla base della convivenza civile e del servizio alla comunità”.

 Valori, etica e coraggio

Non sono mancati momenti di riflessione profonda sui concetti di etica, responsabilità, umiltà e coraggio, quest’ultimo descritto non come assenza di paura, ma come la capacità di conviverci. “Il coraggio – ha concluso – non è incoscienza, ma la forza di guardare negli occhi i nostri figli, consapevoli di aver fatto ciò che è giusto”.

E infine, un messaggio forte rivolto a tutte le istituzioni e ai cittadini: “Non possiamo sottrarci alla responsabilità di costruire un futuro migliore. Non è un futuro da attendere, ma un futuro da preparare, giorno dopo giorno”.


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