L'intervento del Professore Guido Leone, già Dirigente tecnico dell’U.S.R. Calabria
Con la fine dell’anno scolastico fissata per sabato 7 giugno, si apre ufficialmente la stagione estiva per oltre 72.500 studenti della provincia di Reggio Calabria. Le vacanze, tuttavia, non scatteranno per tutti allo stesso modo. Gli alunni della scuola dell’infanzia, circa 8.500, continueranno le attività educative fino al 30 giugno, mentre i ragazzi della scuola secondaria di primo grado dovranno affrontare l’ultima, importante tappa del loro ciclo di studi: l’esame di terza media.
I primi a sedersi tra i banchi per le prove finali saranno i cinquemila studenti delle terze classi della scuola secondaria di primo grado, accompagnati da qualche candidato esterno. Per loro, la cosiddetta “minimaturità” rappresenta il passaggio obbligato verso la scuola superiore. A seguire, dal 18 giugno, toccherà ai circa 5.580 maturandi delle scuole secondarie superiori.
Esami di terza media: struttura e novità
Anche per il 2024/2025 l’esame di Stato per le scuole medie si compone di tre prove scritte – Italiano, Matematica e Lingue – e un colloquio orale finale. La valutazione terrà conto del voto di ammissione e delle singole prove, calcolando una media finale che potrà arrivare anche alla lode per i più meritevoli.
La novità principale di quest’anno riguarda l’introduzione del voto numerico per il comportamento, come previsto dalla Legge n. 50 del 1° ottobre 2024. Con questa modifica, chi otterrà un voto inferiore a 6/10 nella condotta non potrà essere ammesso all’anno successivo né all’esame di Stato, segnando un cambio netto rispetto ai precedenti giudizi sintetici.
Le date dell’esame non sono fissate centralmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ma stabilite autonomamente dai singoli istituti entro la finestra temporale che va dalla fine delle lezioni al 30 giugno.
Il quadro critico della preparazione
Nonostante le prove e i meccanismi di valutazione, i dati sull’apprendimento restano allarmanti. Secondo l’ISTAT, il 35% degli studenti calabresi che terminano le medie presenta gravi lacune nelle competenze alfabetiche, mentre il 40,1% incontra difficoltà significative in matematica. I test nazionali e internazionali confermano il trend negativo della Calabria, che registra i punteggi più bassi d’Italia.
Il divario territoriale e sociale nell’apprendimento – che spesso si radica già nella scuola primaria – si acuisce nella scuola media, descritta come l’“anello debole” del sistema educativo. Tali disuguaglianze, se non affrontate tempestivamente, rischiano di consolidarsi alle superiori, dove diventano spesso cause strutturali dell’abbandono scolastico.
Il ruolo cruciale della scuola a tempo pieno
Nel suo intervento, il prof. Guido Leone – già Dirigente tecnico dell’U.S.R. Calabria – sottolinea l’urgenza di interventi concreti e tempestivi. La scuola a tempo pieno, ancora troppo carente nel territorio reggino, rappresenta una risposta possibile, sia per garantire pari opportunità formative agli alunni più svantaggiati, sia per contrastare la dispersione scolastica.
«Se diamo gli stessi strumenti linguistici ed espressivi – scrive il prof. Leone – se rafforziamo subito le competenze matematiche, e se gli alunni riescono ad avere le stesse motivazioni all’apprendimento su tutto il territorio nazionale, allora questo gap potrà essere superato. Altrimenti continueremo a vivere in un’Italia a due velocità».
Conclusioni
In attesa delle prove d’esame, la scuola calabrese si prepara ad affrontare una delle sue sfide più complesse: non solo valutare gli studenti, ma recuperare e motivare chi rischia di restare indietro. Perché il futuro degli studenti non può essere legato solo a un voto, ma deve passare da un’educazione più equa, motivante e inclusiva.