Un’opera annunciata nel corso della campagna elettorale per le comunali del 2020 che non ha ancora visto la luce
Se il ponte dei sospiri ha patria nella splendida Venezia, il ponte più sospirato è sicuramente reggino. No, non si tratta di quello sullo Stretto, per il quale ancora lungo sarà l’iter che porterà (o no) alla sua realizzazione, ma più semplicemente quello sul calopinace che unirà il lungomare di Reggio Calabria con il Parco Lineare Sud (a proposito, a quando l’inaugurazione definitiva?).
Un’opera annunciata nel corso della campagna elettorale per le comunali del 2020 e che, tra stop per covid, misurazioni sbagliate, fughe della ditta vincitrice dell’appalto, contratti stracciati e poi ricostruiti come puzzle, dopo 5 anni non ha ancora visto la luce. Si tratta, certamente, dei 30 metri più lunghi della storia.
Negli ultimi giorni, i lavori sono ripresi e pare che sia la volta buona. Montati gli ammortizzatori e ricostruite le spalle, sembra che per poter fruire, finalmente, di questa infrastruttura manchi davvero poco. I reggini e anche i turisti attendono l’ultimazione dell’opera, magari non proprio per abbracciarsi, ma per godere di uno spettacolo, quello dello Stretto, in una lunga, lunghissima e piacevole passeggiata.