Discarica sul lungomare, ecco la città turistica...

Autore Redazione Web | lun, 09 giu 2025 16:30 | Discarica Tempietto Reggiocalabria

Materiali di diversa natura presenti in un luogo frequentatissimo da famiglie con bambini e giovani sportivi

Una discarica a cielo aperto, sicuramente autorizzata, in via delle Mura Greche a Reggio Calabria, quella che a breve diventerà un’unica passeggiata fino alla Capannina, è posta a poca distanza dal Parco al tempietto dove, quotidianamente, centinaia di bambini si ritrovano per giocare all’aria aperta. Si tratta dei materiali di risulta dei lavori di restyling del Lungomare e che, considerando i ritardi accumulati, interesseranno l’area per ancora molto tempo.

In una zona che dovrebbe diventare il fulcro del turismo reggino, questa discarica rappresenta un vero pugno in un occhio che lascia attoniti cittadini e turisti. Ad aggravare il tutto, la presenza di container carichi di rifiuti di diversa natura. Una scelta alquanto strana quella di collocare lì la discarica. Infatti, il lungomare è spazzato dal vento dello stretto che, ovviamente, potrebbe portare polveri proprio verso la zona tempietto (nella speranza che, tra calcinacci e tubazioni varie non ci siano residui di eternit), come detto frequentatissimo da famiglie con bambini e giovani sportivi, con relative conseguenze.

Non essendoci un termine preciso per il loro smaltimento e trattandosi di rifiuti speciali che, quindi, necessitano di specifiche procedure di identificazione, trasporto e, appunto, smaltimento, occuperanno l’area adiacente ai parcheggi del Parco Tempietto per molto tempo, almeno fino al termine dei lavori.

Ci chiediamo se proprio non esisteva una possibile alternativa al sito prescelto anche perché, in questo modo, cadono i proclami che definivano il nuovo water front quale luogo deputato al turismo. Individuare un sito-discarica era necessario, ma probabilmente il Comune avrebbe potuto indicarne uno meno sensibile. Il tutto, ovviamente, nella speranza che la scelta di chi è preposto alla tutela della salute pubblica non si riveli dannosa per quella dei reggini.

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