Entro fine giugno il Cipess chiamato ad approvare il piano definitivo: copertura pubblica per 13,5 miliardi e un miliardo in opere anticipate e compensative.
Le tariffe del futuro Ponte sullo Stretto di Messina saranno più basse di quelle attuali per traghettare tra Calabria e Sicilia. A confermarlo è Pietro Ciucci, amministratore delegato della società “Stretto di Messina”, in una lunga intervista in vista della prossima riunione del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, chiamato ad approvare il progetto definitivo entro fine giugno (o al massimo entro il 10 luglio).
Un passaggio chiave per sbloccare le opere anticipate, interventi propedeutici alla cantierizzazione vera e propria, con un valore che – tra bonifiche, viabilità, indagini e opere ambientali – potrebbe superare il miliardo di euro.
Un piano finanziario 100% pubblico“Il valore delle opere anticipate è di circa 200 milioni – spiega Ciucci – ma se sommiamo le compensazioni ambientali, i 270 milioni richiesti dai Comuni (pari al 2% del valore complessivo dell’opera) e i 500 milioni stanziati per le opere connesse, raggiungiamo il miliardo. Niente campi da calcio, come accadde ai tempi della Tav: stavolta parliamo di rete idrica, fognature, illuminazione”.
Rispetto al passato, cambia anche l’approccio economico: il piano del 2002 prevedeva un project financing con capitale privato; oggi invece l’intero investimento da 13,5 miliardi sarà coperto da fondi pubblici, con un contributo simbolico (370 milioni) da parte del capitale sociale detenuto dal MEF.
Impatto ambientale: ok a VIA e VINCA“Questa volta non è richiesto il ritorno economico per i privati. Non siamo una società nata per fare utili – chiarisce l’AD – ma per costruire un’opera strategica. Le tariffe non copriranno l’investimento, ma solo i costi di manutenzione. E saranno più favorevoli rispetto ai traghetti, specialmente per i pendolari”.
Un passaggio storico, secondo Ciucci, è stato ottenere per la prima volta il doppio via libera ambientale: la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione di Incidenza (VINCA), entrambe pubblicate e positive, pur con alcune prescrizioni da integrare nel progetto esecutivo.
Tra le priorità assolute vi sono proprio le opere di compensazione ambientale, tra cui la creazione di nuovi habitat naturali come aree umide per la fauna migratoria.
La nuova fase: da sogno incompiuto a cantiere attivoPer Ciucci, già protagonista del progetto nella prima era berlusconiana, questo ritorno rappresenta una sfida ma anche una “chiusura del cerchio”.
“Ho accettato l’incarico con resistenze personali. Salvini ha insistito molto. Avevo chiuso la mia carriera operativa nel 2015. Oggi, invece, siamo pronti a riaprire una fase realizzativa concreta, anticipata rispetto a qualsiasi cronoprogramma comparabile. Non è un ritardo, ma un anticipo”.
Non manca un ricordo della telefonata di Silvio Berlusconi, il 6 giugno 2023, poche ore dopo la nomina:
Verso la realizzazione: fiducia e cautela“Mi disse: ‘Dottore, se ce lo avessero fatto fare allora, oggi sarebbe già in funzione’”.
Oggi, la società “Stretto di Messina” è tornata a contare circa 100 dipendenti altamente qualificati. E la politica sembra remare tutta nella stessa direzione: anche le Regioni Calabria e Sicilia hanno accettato la propria quota di cofinanziamento, pari a 300 milioni per la prima e 1,3 miliardi per la seconda.
Ciucci non nasconde la complessità dell’opera, ma sottolinea che “nessun progetto infrastrutturale simile, in Italia o in Europa, avrebbe potuto rispettare un percorso così rapido”.
Ora, dopo anni di rinvii e polemiche, il Ponte sullo Stretto si prepara davvero a diventare realtà. Il prossimo passo sarà l’approvazione del Cipess. Poi, sarà il tempo delle ruspe.