"Dentro il cantiere": il restauro dell’altare tardo barocco della Chiesa della Graziella riaccende la speranza di un intero quartiere

Autore Giorgia Rieto | mar, 10 giu 2025 15:47 | Restauro Chiesa-Delle-Grazie Reggio Calabria

La Chiesa della Graziella, costruita nel 1691 dai "giardinari" come ex voto per essere sopravvissuti all’alluvione del 1641, ha attraversato lunghi periodi di abbandono fino all’acquisizione da parte del Comune

Il restauro dell’altare seicentesco della Chiesa della Graziella, nel cuore del quartiere Sbarre, si sta trasformando in un’occasione concreta di rigenerazione urbana e sociale. Se n’è discusso nei giorni scorsi presso il Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, in un incontro promosso dall’Associazione Ulysses, presieduta da Marisa Cagliostro, alla presenza delle istituzioni e dei protagonisti del progetto.

L’iniziativa, inserita nel bando “Patrimonio da salvare. Cantieri aperti per conoscere e amare l’arte” della Fondazione Carical, sta riportando nuova luce su uno dei tesori dimenticati della città: un altare tardo barocco che racconta secoli di fede popolare e storia architettonica. L’intervento è possibile grazie alla sinergia tra soggetti pubblici e privati, tra cui la Parrocchia S. Maria di Loreto, la Sovrintendenza SBAP, il Comune di Reggio Calabria e la ditta incaricata dei lavori.

Durante l’incontro, sono intervenuti il consigliere comunale Antonino Malara, in rappresentanza del sindaco, la dirigente del Settore Patrimonio Luisa Nipote, l’architetta Daniela Neri per il Settore Cultura, i consiglieri Giuseppe Marino e Francesco Barreca. Presenti anche Giovanni Pensabene, presidente della Fondazione Carical, i tecnici del restauro Saverio Nisticò e Rosa Anzani, e i rappresentanti della Sovrintendenza e della parrocchia, tra cui don Umberto Lauro e Giuseppina Vitetta.

La Chiesa della Graziella, costruita nel 1691 dai "giardinari" come ex voto per essere sopravvissuti all’alluvione del 1641, ha attraversato lunghi periodi di abbandono fino all’acquisizione da parte del Comune, che nel 2000 l’ha restaurata e restituita al culto. Con il decreto ministeriale del 1980, l’altare è stato ufficialmente tutelato come bene culturale di pregio.

Oggi il suo restauro è il cuore di un più ampio progetto di rinascita del quartiere. Come ha sottolineato Malara, “non si tratta solo di recuperare un bene architettonico, ma di restituire alla cittadinanza un luogo identitario, capace di ospitare cultura, arte e aggregazione”. Proprio in questa direzione va la recente delibera comunale che affida i locali adiacenti alla parrocchia, per farne un centro di socializzazione, con laboratori, biblioteca e spazi per le arti.

Il progetto “Dentro il cantiere” prevede anche l’apertura al pubblico delle fasi di restauro, in un’ottica di fruizione consapevole e partecipata. Si tratta di un esempio virtuoso di come la tutela del patrimonio culturale possa diventare motore di sviluppo, formazione e coesione sociale.

Un percorso avviato negli anni ’90 dall’allora sindaco Italo Falcomatà e oggi portato a compimento grazie a una visione condivisa. Un segnale di speranza per Sbarre e per l’intera città.

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