Reggio Calabria, scoperto opificio del falso grazie a TikTok: sequestri e denuncia

Autore Giorgia Rieto | ven, 13 giu 2025 11:11 | Guardia Di Finanza Reggio Calabria Fabbrica Falso

Produzione e vendita online di prodotti contraffatti: la Guardia di Finanza individua laboratorio abusivo con showroom all’interno di un garage

Un profilo TikTok apparentemente innocuo, usato per pubblicizzare accessori per smartphone, ha portato la Guardia di Finanza alla scoperta di un vero e proprio opificio del falso, perfettamente organizzato e dotato di apparecchiature sofisticate per la produzione e la commercializzazione di merce contraffatta.

L’operazione è stata condotta dal Comando Provinciale delle Fiamme Gialle, nell’ambito di un piano mirato al contrasto dell’industria del falso e dell’abusivismo commerciale. Grazie al monitoraggio di alcune piattaforme di vendita online, i finanzieri si sono concentrati su un account TikTok collegato a un sito web che promuoveva la vendita di cover per smartphone, cavi di ricarica e AirPods, gli auricolari di punta della Apple.

L’indagine ha rivelato che dietro quel profilo social si celava una struttura ben organizzata: plotter, presse a caldo, incisori laser, stampanti 3D, cucitrici e ricamatrici erano solo alcune delle attrezzature utilizzate per la produzione artigianale di beni contraffatti. I prodotti venivano poi pubblicizzati attraverso i social e venduti online.

Su disposizione del procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, le Fiamme Gialle hanno eseguito una perquisizione nei locali nella disponibilità dell’indagato, dove è stato rinvenuto anche uno showroom espositivo abusivo allestito all’interno di un garage.

Il bilancio dell’operazione è significativo: sono state sequestrate alcune centinaia di custodie per smartphone, cinturini per smartwatch, tre AirPods e 49 back skin, tutti con marchi contraffatti di famosi brand internazionali come Apple, Dior, Gucci, Prada, Nike e Louis Vuitton. Inoltre, i finanzieri hanno trovato 1.400 cover vergini pronte per essere trasformate in falsi d’autore.

L’uomo è stato denunciato per contraffazione di marchi. L’attività delle forze dell’ordine ha ancora una volta dimostrato come i social network possano diventare vetrine per attività illecite, ma anche strumenti utili per smascherarle.

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