Un’opera di enorme valore simbolico e sociale, non solo per la destinazione d’uso ma anche per il significato profondo di trasformazione e legalità
Che fine hanno fatto i lavori per la realizzazione della Foresteria a servizio del Centro cittadino Antiviolenza “Mai più soli”? È la domanda che oggi si pongono in molti, alla luce del preoccupante stallo in cui sembra essere piombato un progetto da 2 milioni di euro, finanziato nell’ambito del PNRR per valorizzare un bene confiscato alla criminalità organizzata in località Bombino, dove era prevista la creazione di sei alloggi protetti per donne vittime di violenza.
Un’opera di enorme valore simbolico e sociale, non solo per la destinazione d’uso ma anche per il significato profondo di trasformazione e legalità, che rischia ora di naufragare nel silenzio istituzionale e nei ritardi burocratici.
Eppure, l’iter era partito con decisione. Nel dicembre 2022, la precedente amministrazione comunale aveva ottenuto il finanziamento grazie alla partecipazione a un Avviso Pubblico per progetti su beni confiscati. Dopo la trasmissione, il 9 agosto 2023, del progetto di fattibilità tecnica ed economica da parte del tecnico incaricato, e la successiva approvazione della Giunta il 1° ottobre, il percorso ha visto un nuovo passo avanti il 4 dicembre, con la decisione di affidarsi alla Stazione Unica Appaltante (SUAP) della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
La gara si è svolta il 27 dicembre 2023, e il 3 gennaio 2024 è stata trasmessa al Comune la proposta di aggiudicazione in favore del Consorzio CONPAT SCARL, con esecutrice GISA SRL e progettazione affidata ad ASE Engineering Consulting SRL.
Poi, il vuoto.
Da oltre sei mesi, nessuna comunicazione ufficiale. Nessun atto reso noto sull’aggiudicazione definitiva o sull’avvio dei lavori. E il tempo stringe: il 31 dicembre 2026 è la scadenza prevista per il completamento dell’intervento, pena la revoca del finanziamento. Un’eventualità ancora più grave considerando che il Comune ha già ricevuto un acconto di 300 mila euro il 6 agosto scorso.
La cittadinanza e le associazioni del territorio si interrogano ora sull’inerzia dell’attuale amministrazione, guidata dal sindaco Avv. Francesco Cosimo Antico, e chiedono risposte chiare e trasparenti: perché non si è proceduto con l’aggiudicazione definitiva? Quali sono gli ostacoli che impediscono l’inizio dei lavori? E, soprattutto, quali azioni sta mettendo in campo l’amministrazione per evitare il definanziamento e garantire la realizzazione dell’opera?
Un’opera che dovrebbe diventare simbolo della rinascita, della lotta alla violenza di genere, della legalità che si fa casa, accoglienza, sicurezza per chi fugge da situazioni di abuso e sopraffazione.
In gioco non ci sono solo due milioni di euro, ma la credibilità istituzionale di un Comune, la tutela delle donne, e il rispetto di un impegno morale verso l’intera comunità.
Per questo, oggi più che mai, si chiede al Sindaco e all’amministrazione di porre fine a questo preoccupante silenzio e di restituire ai cittadini non solo informazioni puntuali, ma anche azioni concrete e tempestive per far sì che il progetto "Mai più soli" non resti solo uno slogan, ma diventi realtà.