L’ex presidente apre a un ruolo americano nello scenario mediorientale, ma lancia anche un appello alla pace
Donald Trump torna a far parlare di sé sul fronte della politica estera. Intervistato da ABC, l’ex presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che è “possibile” un coinvolgimento americano nel conflitto in corso tra Israele e Iran. “Al momento gli Stati Uniti non sono coinvolti”, ha precisato, lasciando però intendere che la situazione potrebbe evolversi rapidamente.
Le parole di Trump arrivano in un contesto già carico di tensioni, con le recenti ondate di missili lanciati dall’Iran verso Israele. Secondo quanto riferito dal servizio ambulanze israeliano Magen David Adom, nell’ultimo attacco non si sono registrati né impatti diretti né feriti, alimentando la speranza che la situazione non degeneri ulteriormente.
Nonostante la possibilità di un intervento militare americano, Trump ha sorpreso tutti lanciando anche un messaggio di speranza sul proprio social network Truth: “Avremo presto la pace tra Israele e l’Iran”, ha scritto. Ha poi auspicato che le due nazioni possano “raggiungere un accordo, proprio come fecero India e Pakistan”, citando presunti contatti diplomatici in corso: “C’è un susseguirsi di telefonate e incontri”.
L’ex presidente ha colto anche l’occasione per rivendicare il proprio ruolo nelle dinamiche internazionali: “Faccio un sacco di cose e non ricevo mai alcun riconoscimento, ma va bene così”, ha commentato.
Le dichiarazioni di Trump hanno generato reazioni contrastanti: c’è chi teme un’escalation con un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti, e chi invece vede nel suo intervento un tentativo – seppur informale – di mediazione tra due potenze in rotta di collisione.
Intanto la comunità internazionale resta in allerta, con gli occhi puntati su Washington, Teheran e Tel Aviv, nel timore che una scintilla possa trasformare le tensioni regionali in un conflitto globale.
Foto AdnKronos