In allegato alla segnalazione anche reperti fotografici che documentano quanto accaduto
Un’altra segnalazione, la seconda in meno di 24 ore, giunge alla nostra redazione riguardo lo stato preoccupante delle acque marine in località Bova Marina, sulla costa jonica reggina. A denunciare pubblicamente è una cittadina di Reggio Calabria che, domenica 15 giugno, si è trovata costretta a lasciare la spiaggia con i propri bambini a causa della presenza di chiazze di liquame galleggiante, schiuma, patine giallo-verdi e addirittura animali morti trascinati a riva.
La testimonianza è allarmante. “A partire dalle ore 12:00, il mare è diventato impraticabile – si legge nella lettera inviata anche al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto e al Sindaco di Bova Marina –. Le acque si sono rapidamente colorate, e un odore nauseabondo ha reso impossibile la permanenza in spiaggia”.
Secondo il racconto, la situazione si è protratta fino alle 16:00. La segnalazione è stata immediatamente inoltrata alla Guardia Costiera attraverso il numero d’emergenza 1530. “Mi è stato assicurato che la chiamata era stata presa in carico e che mi avrebbe ricontattato la Guardia Costiera di Melito Porto Salvo. Ma nessuno è intervenuto né per telefono né via mare o via terra”, aggiunge con amarezza la testimone.
Non si tratterebbe nemmeno di un episodio isolato. Da almeno quattro anni, sempre nella fascia oraria più calda – tra le 13:00 e le 16:00 – la stessa cittadina segnala un recidivo inquinamento delle acque, compatibile con scarichi fognari in mare aperto. “Una vergogna che si ripete puntualmente, sotto gli occhi di tutti, ma senza che nessuno intervenga seriamente”, commenta.
Il caso solleva dubbi pesanti sulla gestione della balneabilità e sull’eventuale responsabilità dei comuni. “Mi è stato detto che la competenza sul divieto di balneazione è dei sindaci – prosegue – ma nessuna ordinanza è stata emessa, nonostante le acque fossero visibilmente contaminate.”
Preoccupazione, rabbia e indignazione trapelano da ogni riga della denuncia: “Il silenzio delle istituzioni è davvero più sconcertante della fogna in mare. Una regione che dovrebbe vivere di turismo, che dovrebbe promuovere la bellezza dei suoi mari, si trova ancora oggi – a giugno inoltrato – a fare i conti con il degrado, il rischio sanitario e l’abbandono”.
In allegato alla segnalazione anche reperti fotografici che documentano quanto accaduto. Le immagini, che pubblichiamo parzialmente, mostrano chiaramente lo stato delle acque.
Auspichiamo che le autorità preposte – dalla Regione ai Comuni, fino alla Capitaneria – intervengano con urgenza per chiarire l’origine dell’inquinamento e adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini.
Nel frattempo, invitiamo altri bagnanti a segnalarci eventuali situazioni simili lungo la costa jonica reggina. La redazione di ReggioTV continuerà a seguire la vicenda.