Comparto 6 di Arghillà, scatta la protesta delle associazioni: “No a interventi repressivi. Famiglie fragili senza tutela”

Autore Giorgia Rieto | mer, 18 giu 2025 21:06 | Patto-Per-Arghillà Reggio Calabria

In particolare, viene contestata l’interruzione di servizi essenziali come gas ed elettricità

Il Patto per Arghillà chiede chiarezza da parte delle istituzioni: “Saltano luce e gas a disabili e minori. Serve coerenza e dialogo. La mattina del 18 giugno ha segnato un nuovo capitolo teso nella già delicata vicenda del Comparto 6 di Arghillà, dove si è verificato l’ennesimo intervento delle forze dell’ordine. Un’azione che, secondo le associazioni firmatarie del Patto per Arghillà, avrebbe avuto modalità ritenute “inaccettabili”.

Tra notifiche di ordinanze e tagli alla fornitura elettrica, a farne le spese sono state numerose famiglie in condizione di estrema fragilità, tra cui bambini, disabili e perfino soggetti diabetici – anche minori – che rischiano complicazioni per la mancata refrigerazione dell’insulina. Per questo, è stato richiesto l’intervento del Garante per l’Infanzia della Città Metropolitana.

Nonostante l’esistenza di un tavolo prefettizio incaricato di coordinare il percorso di delocalizzazione delle famiglie fragili, le organizzazioni denunciano una grave confusione tra gli enti preposti. Dopo un primo incontro con la Prefetta e alcuni impegni assunti in quella sede, le associazioni non sono più state convocate, nonostante l’invio di nuove proposte per soluzioni alternative allo sgombero forzato.

“Ci rassicurano a parole – scrivono in un comunicato – ma assistiamo a interventi ‘muscolari’ che rischiano di destabilizzare il già fragile equilibrio sociale della zona. Le famiglie si sentono abbandonate”.

In particolare, viene contestata l’interruzione di servizi essenziali come gas ed elettricità, che – secondo i firmatari – rappresenterebbe una pressione indiretta per spingere i residenti ad abbandonare gli alloggi senza tutele concrete. “Temiamo che dietro a tutto questo ci sia una strategia repressiva, e non un vero coordinamento tra enti. E questo è inaccettabile”.

Le richieste del Patto per Arghillà sono chiare: la consegna immediata degli alloggi già disponibili da parte dell’ATERP, un impegno attivo da parte del Comune per individuare nuove soluzioni abitative per i nuclei familiari restanti, e un coinvolgimento reale delle associazioni nei processi decisionali.

“Non difendiamo le occupazioni abusive – chiariscono – ma denunciamo le gravi inadempienze strutturali che hanno portato a questa situazione. Serve un piano conforme alla normativa e orientato alla tutela delle famiglie, in piena trasparenza e collaborazione col territorio”.

Le realtà firmatarie del comunicato sono:

ACE Medicina Solidale, ASD Arghillà, Azimut APS Alta Formazione, Consorzio Ecolandia ETS impresa sociale, Coordinamento di Quartiere, Cooperativa Collina del Sole, Cooperativa Rom1995, Energie di Comunità (con ActionAid, CSI, Medici del Mondo, Non Una di Meno), FARE ECO, Un Mondo di Mondi, UDI Unione Donne in Italia Reggio Calabria.

La mobilitazione è solo all’inizio. Arghillà – denunciano – non può essere dimenticata, né trattata come un problema da “sgomberare”.


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