Reggio Calabria, Prof. Veronese sui contatori dell’acqua: "I costi 'interni' devono essere tracciati e contabilizzati"

Autore Antonio Spina | gio, 19 giu 2025 18:00 | Veronese Brunetti Contatori

Secondo Veronese l'acqua consumata dal Comune per i propri edifici e servizi interni va inserita nel bilancio

“Le recenti affermazioni del Vice Sindaco Brunetti, secondo cui 'l’ente Comunale non ha l’obbligo di mettere i contatori dell’acqua nei suoi edifici e le somme dell’acqua consumata per se stesso non vanno messe in bilancio', sono errate sul piano giuridico e amministrativo, oltre ad aggravare una vicenda già seria, anche alla luce del fatto che lo stesso Brunetti ha avuto la delega all’idrico per quasi due intere legislature”.

E’ quanto dichiara in una nota stampa il Prof. Simone Antonio Veronese replicando alle argomentazioni del Vice Sindaco Paolo Brunetti in merito alla questione relativa all'utilizzo dell'acqua negli edifici pubblici comunali.

Occorre ricordare al Vice Sindaco che sì, è obbligatorio – per legge – installare contatori dell’acqua in scuole pubbliche e private, e che i relativi costi sono a carico degli enti locali (comuni o province). Questo è stabilito in modo inequivocabile dalla Legge n. 23 del 1996 sull’edilizia scolastica, che impone:

 - l’installazione dei contatori per garantire la corretta misurazione dei consumi;

 - la responsabilità diretta del Comune (per le scuole primarie e secondarie di primo grado) o della Provincia (per quelle superiori) per la gestione, la manutenzione e il pagamento dei consumi idrici;

 - la necessità di assicurare trasparenza, controllo e corretta allocazione delle risorse pubbliche” - spiega Simone Veronese.

A ciò si aggiunge il DPCM del 4 marzo 1996 e il D.Lgs. 152/2006, che impongono la presenza di contatori individuali anche per le unità abitative, le attività produttive e i servizi pubblici. Non si tratta di una facoltà, ma di un preciso obbligo normativo. Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto, l’acqua consumata dal Comune per i propri edifici e servizi interni va inserita nel bilancio. Lo prevede il principio di universalità e integrità del bilancio: tutte le entrate e le spese devono essere registrate" - prosegue il Professore nella sua dettagliata analisi.

"A conferma, la Corte dei conti ha più volte ribadito che anche i costi “interni” devono essere tracciati e contabilizzati, per garantire il rispetto dei principi di responsabilità, efficienza e trasparenza dell’azione amministrativa. Negare questi obblighi, oltre a costituire una pericolosa disinformazione, è un messaggio gravissimo per i cittadini, che ogni giorno devono rispondere a regole precise, mentre il Comune pretenderebbe di gestire risorse pubbliche senza controllo, senza misura e senza responsabilità. Il Comune deve dimostrare di essere il primo garante”, - chiosa Veronese.

Aggiornamenti e notizie