Reggio Calabria, bufera in casa UIL: sospeso Simone Veronesi dopo la denuncia sui contatori dell’acqua

Autore Giorgia Rieto | dom, 22 giu 2025 17:52 | Reggio-Calabria Veronesi Uil

L’ex segretario Azzarà insorge: “Provvedimento anacronistico e paradossale. Chi denuncia non va isolato ma protetto”

Fa discutere – e non poco – la decisione della UIL Scuola di sospendere dagli incarichi sindacali il Prof. Simone Veronesi, all’indomani della denuncia pubblica presentata alle autorità competenti su presunti illeciti legati alla gestione dei contatori dell’acqua in città. Una sospensione che arriva come un fulmine a ciel sereno e che ha scatenato l’indignazione di Nuccio Azzarà, storico dirigente e già segretario della UIL di Reggio Calabria.

«Sono affetto da un’irrefrenabile parresia», esordisce Azzarà in una lunga nota diffusa agli organi di stampa, «e non posso tacere di fronte a una decisione che considero anacronistica, contraddittoria e paradossale».

Secondo Azzarà, il provvedimento disciplinare nei confronti di Veronesi rappresenterebbe un’inaccettabile risposta a un gesto civico che, al contrario, avrebbe dovuto essere valorizzato e sostenuto: «Nel panorama sindacale non si è mai visto sospendere un dirigente per aver agito, da cittadino, nel rispetto dei propri doveri, denunciando fatti potenzialmente gravi e meritevoli di indagine».

Nel mirino dell’ex segretario UIL non solo la scelta, ma anche le motivazioni addotte dalla federazione, definite «carenti» e «genericamente giustificate da presunte derive politiche», con un linguaggio che, sottolinea, suona “inusitato” per un sindacato che ha sempre difeso gli interessi diffusi della collettività. «È democraticamente sconvolgente – aggiunge – che un’azione civica venga bollata come “estranea” alle finalità della UIL».

Azzarà rivendica la sua presenza, lo scorso 20 giugno, alla conferenza stampa indetta proprio da Veronesi per illustrare i contenuti della sua denuncia: «Sentivo che il mio posto fosse in quella stanza, tra i giornalisti, ad ascoltare la testimonianza di un uomo coraggioso. E mi sono sentito orgoglioso che Simone facesse parte della mia UIL».

L’intervento si chiude con parole forti, che suonano come un monito interno al mondo sindacale: «È un gravissimo errore umano e organizzativo sminuire e delegittimare chi denuncia. Qui, chi resta solo, diventa bersaglio facile del malaffare. Ma Simone non è solo. Ha dalla sua parte la stima delle persone perbene di Reggio».

Una presa di posizione netta che apre ora interrogativi non solo sulla legittimità del provvedimento adottato, ma anche sulla tenuta etica e politica di un’organizzazione che si trova al centro di una bufera senza precedenti.

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