Reggio Calabria, dramma umano nel cuore di Archi: “Mio fratello vive in condizioni igieniche disumane”

Autore Giorgia Rieto | mar, 24 giu 2025 11:34 | Archi Segnalazione Reggiotv

La segnalazione accorata di un fratello: “Serve un intervento urgente, prima che sia troppo tardi”

Una segnalazione giunta alla redazione di Reggio TV porta alla luce una situazione di forte degrado umano e sanitario nel quartiere Archi, precisamente in via San Giovanni Battista n.11, dove da mesi vive in condizioni drammatiche Giuseppe Trapani, uomo invalido al 100%, con seri problemi di salute e ridottissima autonomia.

A scrivere è suo fratello, Antonino Trapani, originario di Reggio Calabria ma residente a Siena da oltre trent’anni. La sua è una denuncia forte e accorata che si rivolge alle istituzioni affinché si intervenga con urgenza per tutelare la salute e la dignità di Giuseppe, ma anche per dare risposte concrete a un contesto che, giorno dopo giorno, peggiora anche per chi vive nelle vicinanze.

“Giuseppe – scrive Antonino – è impossibilitato a compiere in autonomia tutto ciò che riguarda la normale gestione quotidiana della sua persona. Ne deriva una situazione igienica insostenibile che, a detta dei vicini, sta diventando esplosiva. Malgrado i miei tentativi, ad oggi nessun provvedimento è stato preso da parte degli organi competenti”.

Secondo quanto riportato, l’uomo era stato precedentemente accolto in una casa di riposo ad Archi su segnalazione delle Forze dell’Ordine, ma sarebbe stato dimesso alla fine di aprile senza una reale alternativa assistenziale. Da allora, sarebbe rimasto da solo nella sua abitazione, con condizioni igienico-sanitarie definite “drammatiche” dallo stesso fratello e dai residenti.

“I vicini continuano a lamentarsi, hanno fatto segnalazioni anche alle forze dell’ordine – prosegue Antonino Trapani – ma nessuno ha ancora preso in mano seriamente la questione. Il caldo estivo non fa che aggravare la situazione, rendendo l’ambiente malsano e rischioso”.

La richiesta è chiara: l’intervento immediato dei Servizi Sociali o delle Autorità sanitarie competenti, per verificare lo stato di salute mentale e fisica del signor Giuseppe e valutare un suo trasferimento in una struttura più idonea, anche a pagamento, vista la disponibilità economica.

“Vorrei solo – conclude Antonino – che gli fosse restituita un po’ di dignità. Non è giusto che una persona viva così, abbandonata da tutto e da tutti. Io ho fatto il possibile, ma ora serve chi ha il dovere e la competenza per agire”.

Una storia che mette a nudo le fragilità del sistema di assistenza sociale e che chiede risposte rapide, nel nome dell’umanità e della dignità.

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