Reggio Calabria, tra buche e ironia: il curioso cartello del fotografo Antonello Diano diventa virale

Autore Giorgia Rieto | mar, 24 giu 2025 20:11 | Antonello-Diano Cartello-Virale Social Reggio Calabria

Diano, volto noto della fotografia reggina, ha scelto l’umorismo per accendere i riflettori su un disagio concreto

In mezzo a un tratto stradale transennato, con un cratere che ha costretto alla chiusura del passaggio veicolare e pedonale, spunta un cartello che non passa inosservato. È l’ennesimo esempio di come a Reggio Calabria l’ironia possa diventare uno strumento di resistenza urbana. L’autore è il noto fotografo reggino Antonello Diano, il cui negozio si trova proprio in prossimità del dissesto.

Il messaggio, scritto a mano e affisso tra le transenne, recita con pungente sarcasmo: “Visita guidata agli scavi.” Un richiamo provocatorio ma brillante, che fotografa in un colpo solo la situazione: una strada abbandonata, un enorme buco nel manto, la solita trafila di transenne, e dietro di esse, attività commerciali che resistono, ma non senza difficoltà.

Diano, volto noto della fotografia reggina, ha scelto l’umorismo per accendere i riflettori su un disagio concreto che va ben oltre una semplice buca. “Non è solo una questione di decoro urbano – racconta – ma di sopravvivenza per chi, come me, ogni giorno apre la saracinesca in una città che spesso sembra dimenticarsi dei suoi commercianti.”

La situazione si protrae ormai da giorni, e la mancanza di interventi risolutivi ha portato il fotografo a fare ciò che sa fare meglio: comunicare. Solo che questa volta non l’ha fatto con una macchina fotografica, ma con un cartello e una dose di ironia che ha colpito nel segno. Sui social, la foto della sua affissione ha rapidamente fatto il giro della rete, raccogliendo commenti, condivisioni e un coro di solidarietà.

Il cratere, oltre a rappresentare l’ennesima ferita nel tessuto urbano reggino, è diventato così simbolo di una città che cade ma cerca ancora di sorridere. E Antonello Diano, suo malgrado, il portavoce di tanti esercenti che, tra transenne e promesse, cercano solo di lavorare in pace.

Perché qui, di irreale, purtroppo, non c’è proprio niente.

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