Domani in piazza Valsesia l’incontro promosso dal Movimento Civico “Città in Movimento"
“Fragilità del territorio: aspetti geologici ed infrastrutturali” è il tema dell’incontro pubblico che si terrà domani, giovedì 26 giugno, alle ore 19:00 in piazza Valsesia, nel cuore di Villa San Giovanni. Una riflessione aperta alla cittadinanza, organizzata dal Movimento Civico “Città in Movimento”, per affrontare – con competenze tecniche e scientifiche – le criticità legate al progetto del Ponte sullo Stretto.
A intervenire saranno figure di assoluto rilievo nazionale:
il Prof. Carlo Doglioni, docente all’Università di Roma ed ex Presidente dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia),
il Prof. Ing. Mario De Miranda, esperto di ponti e grandi strutture,
l’Ing. Paolo Nuvolone, ingegnere ambientale.
A moderare il confronto sarà il giornalista Marcello Mento.
L’incontro nasce dall’urgenza di portare alla luce le reali condizioni di rischio e incertezza che circondano un’opera tanto ambiziosa quanto discussa. “Abbiamo voluto chiamare in uno spazio pubblico la nostra comunità – spiegano dal Movimento – per comprendere, al di là delle ideologie, tutte le motivazioni tecnico-scientifiche che oggi ci impongono di tutelare il territorio, gli espropriandi e i cittadini”.
Un progetto dai contorni ancora vaghi, con una valutazione d’impatto ambientale definita “parziale” dagli stessi organismi istituzionali e decine di prescrizioni tecniche ancora senza risposta. Ma anche un’opera dai costi in vertiginoso aumento: si parla oggi di oltre 15 miliardi di euro, da sottrarre a Fondi di Coesione, Sviluppo e Perequazione destinati a Calabria e Sicilia. Il tutto in assenza di un progetto esecutivo e con una rete ferroviaria – soprattutto sul versante calabrese – che risulta ancora esclusa dai nuovi tracciati dell’Alta Velocità.
Sotto accusa anche la sicurezza geologica e sismica dell’area: secondo gli studi scientifici, lo Stretto è soggetto a un movimento di allontanamento tra Sicilia e Calabria di circa 3 millimetri all’anno, ed è attraversato da due faglie attive e capaci – a Cannitello e a Piale – proprio nelle zone previste per la realizzazione dei piloni e degli ancoraggi.
Infine, gli organizzatori ricordano che nessun ponte al mondo, nemmeno in Cina o Turchia, è stato costruito con caratteristiche analoghe – lunghezza, doppia funzionalità stradale e ferroviaria, in un’area ad altissimo rischio sismico.
“Non è opposizione ideologica, ma richiesta di certezze”, chiarisce il Movimento Civico. “Le comunità locali non possono essere sacrificate sull’altare di un’opera non supportata da basi tecniche solide. È tempo di ascoltare i territori prima di procedere con cantieri, espropri e devastazioni ambientali”.
L’appuntamento di domani rappresenta un momento di confronto fondamentale per chi chiede trasparenza, prudenza e rispetto per un’area tra le più fragili e complesse d’Europa.