Ennesima protesta davanti a Palazzo San Giorgio. I residenti: «Respiriamo degrado, diossina e prepotenza da anni»
La dignità non si spegne, nemmeno nel degrado. E così i cittadini del Rione Marconi tornano a farsi sentire. Questa mattina si è svolto un nuovo sit-in di protesta davanti a Palazzo San Giorgio, promosso dai residenti storici della zona, tra cui i signori Crucitti, ormai volti simbolo della battaglia civile contro l’abbandono istituzionale.
La protesta si inserisce in un lungo percorso di denunce e richieste d’aiuto rimaste senza risposte. L’elenco delle criticità è sempre lo stesso:ascensori fuori uso da mesi, scale al buio per morosità collettive, perdite d’acqua mai riparate, muffa e condizioni igienico-sanitarie preoccupanti. A questi si aggiunge la presenza di occupazioni abusive negli spazi comuni e un clima di tensione crescente tra vicini, segnato da episodi di intimidazione e piccole aggressioni che rendono la quotidianità sempre più insostenibile.
“Qui a Reggio Calabria respiriamo degrado, diossina e prepotenza da anni” – si legge nel cartello esposto oggi dai residenti. Un messaggio forte, disperato, indirizzato non solo all’Amministrazione comunale ma anche al Presidente della Repubblica, al Ministro dell’Interno Piantedosi e alle Forze dell’Ordine, nella speranza di ottenere finalmente attenzione e risposte.
Una richiesta che ha il sapore amaro di chi si sente dimenticato. I cittadini puntano il dito contro il Sindaco Giuseppe Falcomatà e il Vice Sindaco Paolo Brunetti, accusati di conoscere da tempo la situazione ma di non aver mai adottato alcun provvedimento concreto.
«Le nostre case cadono a pezzi. Viviamo nel buio, nell’umidità e nella paura. Ma nessuno viene a vedere. Nessuno si muove. Eppure siamo cittadini come tutti gli altri», affermano i manifestanti, esasperati.
Il patrimonio edilizio comunale, nella zona, è ormai in stato di abbandono, e nessun piano di manutenzione o riqualificazione è mai stato attivato. Una realtà che stride con le promesse di attenzione ai quartieri più fragili, spesso sbandierate nelle campagne elettorali ma mai tradotte in atti concreti.
Oggi, con compostezza ma determinazione, il Rione Marconi ha alzato di nuovo la voce. Resta da capire se qualcuno, nei palazzi del potere, avrà finalmente il coraggio di ascoltare.