Coinvolto nel processo "Inter Nos" legato alle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta negli appalti dell’Asp
È stato assolto con formula piena, "per non aver commesso il fatto", l'ex consigliere regionale della Calabria Nicola Paris, coinvolto nel processo "Inter Nos" legato alle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta negli appalti dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.
Paris, eletto nel 2020 con l’Udc e successivamente passato al Gruppo Misto, era accusato di aver tentato un intervento sul presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, per ottenere il rinnovo contrattuale di un dirigente dell’Asp. Accusa caduta completamente in aula, grazie alla difesa degli avvocati Francesco Calabrese e Attilio Parrelli.
Il processo – che vedeva coinvolti 20 imputati tra imprenditori e dipendenti pubblici – si è concluso con 12 condanne e 8 assoluzioni. Tra i condannati spiccano gli imprenditori Antonino e Domenico Chilà (6 anni e 6 mesi e 5 anni e 6 mesi), insieme ad altri esponenti del settore sanitario e amministrativo, come il direttore dell’ufficio Acquisizione beni e servizi Nicola Calabrò e la funzionaria Filomena Ambrogio.
Assolti anche volti noti dell’Asp reggina, tra cui l’ex direttore generale Rosanna Squillacioti, l’ex commissario Francesco Sarica e altri dirigenti e impiegati dell’Azienda.
Il tribunale, presieduto da Greta Iori, ha escluso per tutti l’aggravante mafiosa. Una decisione che apre nuovi interrogativi sul quadro accusatorio iniziale e segna una battuta d’arresto per l’impianto dell’inchiesta.
Una vicenda giudiziaria lunga e complessa che, per Paris, si chiude con una sentenza liberatoria: “non ha commesso il fatto”. Un verdetto che riapre anche il dibattito politico regionale, tra giustizia, potere e reputazione.